ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 2 marzo 2019

Balls zac!

Padre Zühlsdorf: “Sarai sacerdote per sempre, anche all’inferno, se abuserai di ciò che Dio ti ha dato”

Il quotidiano New York Times (NYT), in previsione dell’uscita del libro del francese,
Tweet del gesuita padre James Martin
Tweet del gesuita padre James Martin
omosessuale dichiarato, Frèdèric Martel, intitolato “Sodoma” (che parla della diffusa omosessualità – a parere di Martel – presente nella Curia romana), ha pubblicato un articolo che parla e fa parlare sacerdoti omosessuali che rappresentano la religione Cattolica come una “gabbia”, quando la si consideri sotto l’aspetto della morale sessuale.
Il gesuita padre James Martin, molto vicino ai gruppi LGBT, riferendosi all’articolo del NYT, ha scritto nel tweet a destra riportato: “Questo è un pezzo saggio, riflessivo, ben studiato e, per molti versi, innovativo”.
Questo tweet ha stimolato la reazione di padre John Zühlsdorf, che ha scritto il puntuto articolo che vi propongo. Zühlsdorf sul web è noto come “padre Z”.
Ecco ampi stralci, nella mia traduzione.

Banzai

I coraggiosi combattenti  degli ultimi tempi
(il giapponese solitario combatte fino alla fine)





Dovrebbe essere chiaro come il sole, ormai, che l’attuale Chiesa Cattolica di cattolico ha solo il nome: di fatto essa è divenuta protestante, comunista, ecumenista, massonica.

Mentalità antropocentrica

Trappole dell’anima

http://firenze.repubblica.it/images/2014/03/19/074020817-1d166da6-241e-42fc-87ca-bb23017968a7.jpg(immagine aggiunta)

Un’altra Quaresima è alle porte. Prima di inoltrarci in questo cammino di rinnovata conversione, è bene che ci soffermiamo ancora una volta su equivoci e pericoli che possono non solo inficiare alla radice ogni impegno penitenziale, ma farlo addirittura servire al fine opposto: anziché a santificarci, ad allontanarci dalla mèta. Dobbiamo renderci conto che, come l’aria inquinata che siamo costretti a respirare, anche in campo spirituale – volenti o nolenti – abbiamo assorbito un’atmosfera malsana, cioè quella mentalità antropocentrica che genera inevitabilmente individualismo e ripiegamento su di sé. Molto spesso anche la religione è utilizzata in vista della soddisfazione dell’io, anziché come via per donarsi a Dio portando pazientemente la croce e offrendosi a Lui in ogni circostanza. Questa inversione del senso si riscontra non solo fra i modernisti, ma anche fra i tradizionalisti: molti vanno in cerca di ciò che compiace l’ego e alimenta l’orgoglio, rigettando o ignorando, al tempo stesso, quanto disturba le loro convinzioni o non gratifica le loro esigenze soggettive.

venerdì 1 marzo 2019

Gaudeamus igitur?



Giuliano Ferrara contro Papa Francesco Bergoglio



https://youtu.be/tTJUXfQqhUo

Diffida, aspetta e spera..



Un falso ideologico si aggira attorno al tema dell’immigrazione, rectius invasione: un falso propalato dai media mainstream, dagli opinion leader liberal e di sinistra, cioè quasi tutti, dalla controchiesa bergogliana. Secondo costoro, in una modalità di pensiero che definire semplicistica è poco, chi è a favore dell’invasione è “buono” e chi è contro è “cattivo”. Purtroppo, poiché gli apologeti dell’invasione e della dissoluzione dominano tutte le agenzie che sono “datrici di senso” (televisioni, media, radio, scuole, università etc.) e sono quindi in grado di imporre le “idee comuni”, questo falso pregiudizio è diffuso nei media e nell’opinione pubblica.

Aspettano….. e diffidano

Un summit vaticano sugli abusi che non ha voluto affrontare tutti i nodi che sono da sciogliere

Phil Lawler, giornalista e scrittore americano, esprime il suo giudizio piuttosto critico sull’incontro mondiale in Vaticano che si è concluso domenica scorsa, e che si è occupato solo degli abusi sui minori.
Ve lo propongo come spunto di riflessione, nella mia traduzione.
Incontro mondiale sugli abusi 2019 - messa - (Giuseppe Lami - Pool Photo via AP)
Incontro mondiale sugli abusi 2019 – messa – (Giuseppe Lami – Pool Photo via AP)
Come avevo previsto una settimana fa, il “summit” vaticano sull’abuso sessuale ha prodotto poco più che dichiarazioni forti: dichiarazioni del tipo che i laici cattolici si aspettano….. e di cui diffidano.

I vescovi che si sono riuniti a Roma la settimana scorsa non hanno fatto nulla per affrontare la rabbia dei laici cattolici americani. Non hanno detto nulla sullo scandalo McCarrick, su come si sia verificato e su chi sia stato coinvolto. Nonostante un appello pubblico dei cardinali Burke e Brandmüller, e un’esortazione separata dell’arcivescovo Viganò, non hanno detto nulla sull’influenza esercitata dalle reti omosessuali in Vaticano.

Anche in stato di dolore

Obbedienti


 La cosa più insopportabile per un tradizionale è passare per disobbediente. È l'accusa che fa più soffrire perché la più contraria alla verità che si racchiude nel termine stesso di Tradizione. La Tradizione è la grande obbedienza, perché la fede la ricevi, non la costruisci tu. La fede la ricevi attraverso la Rivelazione di Dio comunicata dalla Chiesa e precisata dalla Chiesa. La Tradizione, poi, che si condensa nella Liturgia è tutta un'obbedienza; e il cuore della liturgia che è la Santa Messa non ha senso fuori dall'obbedienza. La messa è l'obbedienza per eccellenza: “fate questo in memoria di me” dice Nostro Signore Gesù Cristo. Anche la struttura della liturgia bimillenaria della Chiesa è tutta basata sull'obbedienza: il rito impone parole e gesti che il prete pronuncia ed esegue, che non improvvisa. Siamo tornati alla messa tradizionale per vivere in questa obbedienza dove le ossa slogate ritrovano il loro posto; l’abbiamo fatto per essere ricostituiti in questa obbedienza, ma che dolore sentirci accusati di disobbedienza! Che dolore e che ingiustizia!

Che breccia!: una voragine!

QUEL DIABOLICO FILO ROSSO


Come la finta pastorale sostituisce la vera dottrina. Il disegno luciferino della contro-chiesa di Bergoglio che ha trasformato le chiese da "Case di Dio" in "Case del popolo"; e la Religione di Cristo in "Religione del Povero" 
di Francesco Lamendola  

 0 500 porta santa

Che relazione c’è fra le eresie dottrinali della contro-chiesa del signor Bergoglio e le sue aberrazioni pastorali? Potrebbero sembrare aspetti completamente distinti di una medesima deriva apostatica; invece esiste un filo rosso che li lega e li riconduce ad un unico disegno. In realtà, da quando Giovanni XXIII ha deciso di convocare un concilio puramente pastorale, ha introdotto, di fatto, il primato della pastorale sulla dottrina: perché tutti i venti concili del passato erano sempre stati convocati per dirimere delle pericolose controversie dottrinali e per fare chiarezza, appunto, sul piano della dottrina. Un concilio pastorale sarebbe sembrato, a tutti i papi anteriori al conclave del 1958, una contraddizione in termini: per fare la pastorale non servono i concili, ma la scrupolosa applicazione del diritto canonico, illuminato dal Magistero perenne e vivificato dalla sacra liturgia. Ma il concilio “pastorale”, il Vaticano II, ha attaccato proprio la liturgia; e una volta aperta quella breccia - e che breccia!; una voragine: si pensi solo alla nuova Messa di Paolo VI, che è stata una rivoluzione – il resto sarebbe venuto da sé, inevitabilmente.