ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 5 agosto 2019

Che Chiesa vogliamo lasciare per il futuro?

In Vaticano ad agosto anche Gesù è mandato in vacanza
 …
e soprattutto non c’è nei pensieri di Papa Francesco.





Il “video del Papa” con l’intenzione di preghiera per il mese di agosto è dedicato alla famiglia,
https://www.youtube.com/channel/UCQsWMZxPnEGA-fkDhxocyxA 
ecco il testo:
“Che mondo vogliamo lasciare per il futuro? Lasciamo un mondo con famiglie. Prendiamoci cura delle famiglie perché sono vere scuole del domani, spazi di libertà, centri di umanità. E riserviamo loro tutto il debito spazio per la preghiera, personale e comunitaria. Preghiamo perché le famiglie, grazie a una vita di preghiera e a una vita d‘amore, divengano sempre più ‘laboratori di umanizzazione’.”

domenica 4 agosto 2019

Il totale rovesciamento della dottrina cattolica

FRATELLI MAGGIORI? NO, GRAZIE!


Il grande inganno:"Hanno ucciso Gesù e sono nemici di tutti gli uomini". Non di dialogo si deve parlare fra cattolici ed ebrei, a partire dalla Nostra Aetate ma di resa incondizionata e d’infeudamento dei cattolici all’ebraismo 
di Francesco Lamendola  

 http://www.accademianuovaitalia.it/images/gif/000-QUATER/0--sberlone-rabbino.gif 

Quasi nessuno se ne rese conto, allora, ma il 28 ottobre 1965 fu per la Chiesa cattolica una data davvero storica. Le forze oscure che avevano concepito, programmato e diretto il Concilio Vaticano II, allo scopo di distruggere dall’interno l’opera terrena edificata da Gesù Cristo, misero, per così dire, la loro firma su un solenne documento vaticano, la Dichiarazione conciliare Nostra Aetate, nella quale si facevano a pezzi millenovecento anni di Magistero e si dichiarava tranquillamente che molto di buono e di santo vi è nelle religioni non cristiane; che gli ebrei erano e restano carissimi a Dio (restano anche il popolo eletto?); e che Dio, nei suoi doni, non conosce pentimento, il che sottintende che l’Antica Alleanza sia tuttora valida (cap. 4):

E' una cena o un sacrificio?

Le affermazioni di don Mario Castellano, i dubbi dei fedeli e le risposte di mons. Nicola Bux

Don Mario Castellano, direttore dell’Ufficio Liturgico e dell’Ufficio Pastorale della diocesi di Bari-Bitonto, oltre che cerimoniere del vescovo, mons. Francesco Cacucci, ha tenuto il 18 febbraio 2019 nel convento s. Francesco da Paola in Monopoli due incontri. Durante tali conferenze, don Mario Castellano ha fatto delle affermazioni che hanno lasciato perplessi alcuni fedeli, quelli che hanno una conoscenza più approfondita degli insegnamenti della Chiesa. Al fine di fugare i loro dubbi, questi fedeli hanno presentato alcune delle affermazioni di don Castellano (le trovate riportate in rosso) ad un esperto della materia, mons. Nicola Bux, già consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Congregazione delle cause dei santi sotto i papati di San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, consultore della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, e consultore dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del sommo pontefice. Mons. Bux è stato anche docente a Gerusalemme, Roma e Bari.
Ho ricevuto, e volentieri pubblico, il testo delle affermazioni di don Mario Castellano e delle risposte che mons. Nicola Bux da dato ai quesiti postigli dai fedeli. L’auspicio è che il testo che segue serva di approfondimento per tutti.
don Mario Castellano, Arcidiocesi di Bari-Bitonto
don Mario Castellano, Arcidiocesi di Bari-Bitonto

Uno scontro duro e sanguinoso

Rivoluzione all’istituto Giovanni Paolo II: si scatena l’attacco frontale a Giovanni Paolo II e alla sua eredità teologica. Così si condanna l’ermeneutica della continuità.

Dopo il Tweet shock del prete anti-Wojtyla (“insabbiò abusi e lussuria”), e l’attacco sul giornale dei vescovi “Avvenire” ai professori dell’Istituto (nemici di papa Francesco) arriva l’accusa del teologo progressista più in voga (e in carica in una Università Pontificia): “Istituto cortigiano, fondamentalista e ideologico!”
di Miguel Cuartero Samperi
Karol Wojtyla non avrebbe mai immaginato che a mettere le mani sull’Istituto da lui fondato per approfondire gli studi teologici su matrimonio e famiglia alla luce dell’insegnamento di Humanae Vitae, Familiaris Consortio e Veritatis Splendor,sarebbe stato un suo successore sul Soglio Pontificio. Ma la nomina di mons. Vincenzo Paglia a Gran Cancelliere dopo i due Sinodi sulla Famiglia e la pubblicazione di Amoris Laetitia, non faceva presagire nulla di buono sul futuro dell’Istituto. Per questo chi si sorprende delle recenti decisioni dei nuovi vertici dopo la pubblicazione dei nuovi Statuti (licenziamenti eccellenti, drastica riduzione della teologia morale, accentramento di potere, aggiunta di nuove materie e nuovi professori lontani dallo spirito e dalla vocazione originaria dell’Istituto) pecca di ignoranza o di ingenuità. 

Suona surreale?

Al via la gender school. Prima fermata, Bibbiano



Partiamo da lontano, precisamente da un reportage pubblicato tre anni fa sulla Stampa, che il 31 luglio 2016 titolava: Un bambino su dieci molestato dai pedofili: “Allo Stato non importa”. Vale la pena di rileggere il pezzo oggi per intero, o almeno il florilegio che segue (i neretti sono nostri):
C’è un posto in Italia dove la lotta alla pedofilia è una priorità assoluta. E i risultati si vedono. È un fazzoletto di terra in provincia di Reggio Emilia dove gli otto comuni della Val d’Enza – 62mila abitanti, 12mila minorenni, 1900 in carico ai servizi, 31 seguiti per abusi sessuali – hanno costituito un’Unione guidata dal sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, per tutelare i minori. E magari cambiare anche la testa di chi non vede il problema. «Abbiamo fatto rete e lavoriamo con operatori specializzati capaci di dare risposte rapide. La variabile tempo è decisiva», dice Carletti. È seduto di fianco al medico legale Maria Stella D’Andrea e all’assistente sociale Federica Anghinolfi. «Noi la volontà politica l’abbiamo avuta. E nonostante i tagli abbiamo anche trovato i soldi». Come li hanno spesi? Facendo formazione sugli operatori per renderli in grado di leggere in anticipo i segnali di malessere, spesso aspecifici, dei bambini, rivalutando la figura dell’assistente sociale, lavorando con gli ospedali e con le scuole e appoggiando in modo esplicito le vittime della violenza. Ad esempio costituendosi parte civile in un processo contro una madre che faceva prostituire la figlia dodicenne. Favoloso. Ma i soldi? «Abbiamo cercato di ricorrere meno alle comunità (che pure sono fondamentali) dove per seguire un bambino servono 50mila euro l’anno. E abbiamo incentivato il ricorso agli affidi, che costano molto meno». Le idee. Un piano capillare. La professionalità degli operatori. «Per noi è decisiva la riumanizzazione delle vittime. E per questo servono empatia e competenze specifiche.Ma sa quanti sono i corsi di laurea, a medicina o a psicologia, che prevedono la materia: “vittime di violenza”? Zero», dice Maria Stella D’Andrea, che chiede al governo interventi non solo teorici. 
In questo Paese è ancora troppo forte l’idea della famiglia patriarcale padrona dei figli», dice Anghinolfi. Così in provincia di Reggio insistono con il fai da te. E a settembre, grazie anche alla consulenza del centro studi Hansel e Gretel di Torino, apriranno un Centro di Riferimento per minori che garantirà formazione, tutela, ascolto e assistenza. Venite qui, vi diamo una mano. Il sistema? Lo chiamano “riciclo delle emozioni”. Come se i bambini finissero dentro una lavatrice sana e cominciassero a lavarsi dentro. Ora, il modello degli otto comuni dell’Unione Val d’Enza è lì, basta allungare una mano e prenderlo. Interessa?

Protezione animali

CHI INDAGA SULLO SCANDALO DI BIBBIANO? IL PD…. fanno ridere..

Come ha notato giustamente Il Giornale la situazione è talmente paradossale che farebbe ridere, se non fosse che di mezzo ci siano le vicende di abusi legati agli affidi di minori a Bibbiano e nella zona della Val d’Elsa.

Kommissariaturi?

Padre Bonello: non svuotiamo la croce di Cristo

L’Argentina di Josè Mario Bergoglio è anche la patria di una Famiglia religiosa, l’Istituto del Verbo Incarnato (IVE), che da diversi anni vive una staordinaria fioritura: crescono le vocazioni religiose maschili e femminili, nascono sempre nuovi gruppi di famiglie, fervono le attività culturali e caritatevoli.
Incontriamo Padre Andrés Bonello, sacerdote argentino dell’Istituto, qualche giorno prima del raduno mondiale che la sua famiglia religiosa terrà a Roma, dal 30 luglio al 3 agosto.

A nessuno più interessa la Verità?

Il problema sono i nemici della Verità, non del Papa

C'è un movimento rivoluzionario al vertice della Chiesa che, per consolidare il suo potere, bolla chiunque ponga un'obiezione come "nemico del Papa". Il caso del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II è emblematico in questo senso, ma non è l'unico. Il vero conflitto però non è tra chi è pro o contro il Papa, ma tra chi desidera vivere e testimoniare la Verità e chi vuole stabilire una nuova Chiesa fatta da mani d'uomo.


Ogni rivoluzione per potersi affermare ha bisogno di indicare dei presunti controrivoluzionari da eliminare; così giustifica il pugno di ferro, compatta il popolo attorno ai vincitori e scoraggia chiunque dall’esprimere pubblico dissenso. Fu così con la Rivoluzione francese del 1789 che, con Robespierre, instaurò il Terrore che arrivò a colpire anche gli altri protagonisti della Rivoluzione stessa ed eliminò perfino il vecchio compagno, amato dal popolo, Danton.