Intuizioni e ispirazioni di bene. Per essere felici bisogna sapere cosa si viene a fare nella vita. L’uomo moderno, vittima della vacuità del relativismo è un disperato, anche se, nella maggior parte dei casi, non sa di esserlo
di Francesco Lamendola
La vita morale di ciascun essere umano è il teatro di una lotta incessante fra il bene e il male; e la disgrazia della nostra epoca, e più in generale di tutta la cosiddetta civiltà moderna, è che ci siamo scordati di questa semplice verità, e abbiamo adottato l’idea che la vita, invece, sia lì perché noi possiamo inseguire i nostri sogni, perché possiamo realizzare le nostre aspirazioni e soprattutto perché noi possiamo esercitare i nostri diritti, primo dei quali il diritto alla libertà. Nessuno ci ha spiegato, anzi, la cultura nella quale siamo immersi ha fatto di tutto perché ce ne scordassimo, che la vera libertà non consiste nel diritto di fare quel che si vuole in quel dato momento, e magari tutto il contrario un momento dopo, bensì nel fare ciò che è giusto fare, ieri, oggi e domani; quel che è giusto sempre, un senso assoluto, sia che la nostra vita debba durare ancora per cento anni, sia che debba terminare fra un minuto.




