ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 24 maggio 2016

In tempi particolarmente difficili per la Chiesa

Chi confida in Maria non sarà mai deluso.


Don Bosco, apostolo della devozione a Maria Ausiliatrice

La devozione alla Madonna, sotto il titolo di Ausiliatrice, vuole manifestare la nostra fiducia nella presenza materna di Maria nelle vicende dell'umanità, della Chiesa e di ciascuno di noi.
Maria è la Madre che non abbandona mai i suoi figli, ma li segue e aiuta con la sua intercessione.
Il titolo di Maria aiuto dei cristiani era presente, fin dal 1500, tra le litanie lauretane.
La devozione a Maria Ausiliatrice era già nota e diffusa all'epoca di S. Pio V e si propagò largamente a seguito della vittoria dei cristiani contro i turchi, a Lepanto (1571) e a Vienna (1683). Il Papa Pio VII, dopo la sua liberazione dalla prigionia napoleonica (1814), istituì la festa di Maria Ausiliatrice, fissandone la data al 24 maggio.

"Vir catholicus"

 Cardinale Siri non un conservatore ma vero Pastore


"Non si può capire il Cardinale Siri senza conoscere l'uomo Siri". Con queste parole si apre il primo capitolo di un intenso libro di circa trecento pagine (1) sul cardinale Giuseppe Siri, scritto dal domenicano e teologo Padre Raimondo Spiazzi al quale, il cardinale stesso consegnò le sue Memorie essendo i due legati da una lunga e grande amicizia. Non staremo qui ad analizzare la biografia del cardinale Siri, quanto piuttosto far emergere, da questo libro, i comportamenti, i consigli di Siri attraverso il suo rapporto ecclesiale con i Papi con cui ha vissuto e lavorato.

Il cardinale Siri (classe 1906) partecipò a ben quattro conclavi dai quali uscirono Papi: Giovanni XXIII (1958), Paolo VI (1963), Giovanni Paolo I (1978) e Giovanni Paolo II (1978), in tutti questi - sottolinea p. Spiazzi - entrò papabile, almeno per la stampa... Siri era favorevole  all'abolizione del segreto del conclave: "Creda - insistette -, la Chiesa ci guadagnerebbe molto. Io, se non ci fosse il segreto, scriverei volentieri la storia dei quattro conclavi ai quali ho partecipato". Diceva questo, Siri, anche con l'intento che, se fosse stato tolto quel divieto, egli avrebbe potuto spiegare meglio i giochi che si fanno, e pure a spiegare le molte fantasie raccontate dai giornali in quei momenti così importanti per la vita della Chiesa.

Svacchi postconciliari

Sono una mamma e una catechista e ho abbandonato il catechismo… Una lettrice ci scrive

Sono una mamma e una catechista e ho abbandonato il catechismo, che tanto amavo, due anni fa per due motivi: il disgusto per la diserzione dal catechismo della Chiesa Cattolica e per non trascurare la famiglia (ho tre bimbi molto piccoli). Evidentemente a Nostro Signore non manca la fantasia per richiamare in riga i suoi figli.Accade che in una mattina come tante, nel tranquillo svolgersi del tran tran quotidiano, suona alla mia porta una mamma della nostra parrocchia; viviamo in un paesino sulle colline della diocesi di Torino, e mi dice che deve parlarmi del catechismo.

La mamma in questione, insieme ad altre, già da qualche mese mi fermava per strada per lamentarsi del catechismo, ma quello che fino a ora era stato improvvisato e oggetto battute da strada, ora stava diventando una formale richiesta di aiuto.

Venduto l'anima a chi?

Omelia Messa 21 Maggio 2016 Don Massimiliano Pusceddu Apostoli di Maria

Omelia Messa 21 Maggio 2016 Don Massimiliano Pusceddu Apostoli di Maria Sconcertato per le parole di Padre Lombardi su Pannella (da sentire!!!)
claudio.
https://gloria.tv/?language=o9CtE7uatTg

Tempismi ecceziunali veramente..

IL CODICE DEL CATTO-COMUNISMO?

    È nel Codice di Camaldoli la base ideologica e programmatica di 50 anni di cattocomunismo? Questi giovani democristiani cos’hanno rappresentato nella storia d’Italia per mezzo secolo fino alla fine della I^Repubblica 
di Francesco Lamendola  


Mussolini non era ancora caduto, vacillava ma non era ancora stato fatto fuori dalla congiura incrociata dei gerarchi (Grandi), del re e dei militari (Badoglio), allorché, mentre gli eserciti angloamericani conquistavano la Sicilia, e i loro squadroni di fortezze volanti spargevano morte e rovina, dal cielo, sulle città d’Italia, un gruppo d’una cinquantina di giovani dell’Azione Cattolica si riunivano presso lo storico monastero di Camaldoli, nel Casentino, durante la settimana dal 18 al 23 luglio 1943. Mentre il Duce s’incontrava per l’ultima volta, da capo del governo italiano, con Hitler, in una villa nei dintorni di Feltre, e mentre Roma, la città santa, veniva selvaggiamente bombardata dai nemici ormai quasi sul punto di trasformarsi, per un colpo di bacchetta magia, in “liberatori”, la crema dell’unica associazione non fascista risparmiata dalla ventennale dittatura per effetto dei Patti Lateranensi (articolo 43) si riuniva sotto la direzione del vescovo di Bergamo, Adriano Bernareggi, per offrire una strategia, in ambito economico, alla Democrazia Cristiana, fondata clandestinamente pochi mesi prima, il 15 dicembre 1942.

Dio permetterà che le cose si spingano così lontano?


Intervista di Mons Bernard Fellay al National Catholic Register
del 13 maggio 2016
Monsignore, a che punto siamo con le discussioni fra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X?

Questi rapporti con Roma non datano da adesso. Si potrebbe dire che, anche nel momento delle scomuniche a causa delle consacrazioni nel 1988, non c’è mai stata una rottura totale con Roma. Noi non abbiamo mai voluto rompere con Roma. Mons. Lefebvre è stato molto esplicito a proposito. Ci sono state delle dispute, sì, e io direi che le preoccupazioni sono continuate fino ad oggi. Ma i rapporti sono diventati più stretti a partire dal 2000. Io direi che c’è stata una prima tappa alla fine di quell’anno. Nel corso del quale non facemmo un pellegrinaggio a Roma per l’Anno Santo. Alla fine dell’anno, Roma, tramite del Cardinale Castrillon Hoyos, allora Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, ci disse che il Santo Padre voleva che noi trovassimo una soluzione a questo problema.

In illo tempore..

Bergoglio e il cardinale Koch. Apparente divergenza di opinioni e accordo su un dato indiscutibile: di Cristo non si parla 

Bergoglio riceve e abbraccia l’imam Ahmad al Tayyib, e il cardinale Koch spiega che bisogna convertire i musulmani, ma non gli ebrei. Le idee sono poche ma ben confuse, ma almeno una è chiara: non parliamo di Gesù Cristo!

di Paolo Deotto
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zzzzcrcfssA ogni giorno basta la sua pena (diceva un vecchio proverbio), ma non vogliamo badare a spese e per oggi diamoci due pene, che poi, a ben guardare, si risolvono in una sola, la solita: questa strana neochiesa che attualmente ha in gestione la Santa Sede fa di tutto per non parlare di Nostro Signore Gesù Cristo, né perde occasione per oltraggiarlo.

lunedì 23 maggio 2016

Mistero del mistero

Mistero del terzo mistero di Fatima: contro Papa Francesco? 



Guarda la versione ingrandita di Mistero del terzo mistero di Fatima. Suor Lucia cpn Papa Giovanni Paolo II
Suor Lucia con Papa Giovanni Paolo II

ROMA – Il terzo mistero di Fatima cosa nasconde? Ne esiste un quarto? Si stanno muovendo nella pancia della Chiesa di Roma forze occulte che vogliono fermare la azione di riforma di Papa Francesco? 
Il mistero, in senso letterale, è stato rivelato, ma il mistero, in quanto tale, rimane. Le parole di suor Lucia, unica sopravvissuta dei tre pastorelli che dissero di avere visto la Madonna per 6 volte, restano avvolte dal mistero, come tutte le profezie. Si possono tentare interpretazioni, ma finora nessuno ha detto una parola definitiva. A questa oggettiva difficoltà di traduzione in termini terreni, si aggiunge un altro elemento di mistero: esiste una quarta rivelazione, che la Chiesa ha deciso di mantenere segreta, nonostante la scelta di una trasparenza totale?