Stoccata di Papa Francesco contro Matteo Salvini. Bergoglio, in una intervista a Reuters, ha parlato della vicenda della nave Aquarius, con seicento immigrati a bordo, costretta a sbarcare in Spagna perché il governo italiano ha negato l'accesso ai porti: "Credo che non si debba respingere la gente che arriva, si devono ricevere, aiutare e sistemare, accompagnare e poi vedere dove metterli, ma in tutta l’Europa".
Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...
mercoledì 20 giugno 2018
Chi aumenta la psicosi?
Aquarius, Papa Francesco: "Sbagliato respingere gli immigrati. I populisti aumentano la psicosi"
Il cosiddetto «nuovo paradigma»
PRESENTATO L'INSTRUMENTUM LABORIS
Sinodo, uno sguardo sui giovani. Ma sa di già visto
Le sei sfide antropologiche dell’instrumentum laboris presentato ieri in vista del Sinodo dei giovani sono un elenco di questioni che è difficile definire nuove. Come il fatto che i «giovani non condividono» gli insegnamenti della Chiesa su «contraccezione, aborto, omosessualità, convivenza, matrimonio». E su tutto ricompare il compito «centrale» svolto dalla coscienza. È il cuore del cosiddetto «nuovo paradigma» visto all'opera nel Sinodo precedente sulla Famiglia.
L’Instrumentum laboris che costituirà la base di partenza per i lavori del sinodo dei vescovi sui giovani, che si terrà a Roma nel prossimo ottobre, è stato presentato ieri. Frutto di una precisa volontà di raccogliere le voci dei giovani di tutto il mondo il documento si presenta come una specie di sommario di vari temi più o meno abbozzati, oppure come una sorta di fotografia della situazione giovanile. Dovrebbe essere poi la discussione dei vescovi chiamati a Roma dal 3 al 28 ottobre 2018 a orientare le indicazioni.
Tuttavia, qualche elemento di riflessione emerge spulciando il lunghissimo instrumentum laboris costituito di ben 214 paragrafi e tre parti essenziali.
Sinodo, uno sguardo sui giovani. Ma sa di già visto
Le sei sfide antropologiche dell’instrumentum laboris presentato ieri in vista del Sinodo dei giovani sono un elenco di questioni che è difficile definire nuove. Come il fatto che i «giovani non condividono» gli insegnamenti della Chiesa su «contraccezione, aborto, omosessualità, convivenza, matrimonio». E su tutto ricompare il compito «centrale» svolto dalla coscienza. È il cuore del cosiddetto «nuovo paradigma» visto all'opera nel Sinodo precedente sulla Famiglia.
L’Instrumentum laboris che costituirà la base di partenza per i lavori del sinodo dei vescovi sui giovani, che si terrà a Roma nel prossimo ottobre, è stato presentato ieri. Frutto di una precisa volontà di raccogliere le voci dei giovani di tutto il mondo il documento si presenta come una specie di sommario di vari temi più o meno abbozzati, oppure come una sorta di fotografia della situazione giovanile. Dovrebbe essere poi la discussione dei vescovi chiamati a Roma dal 3 al 28 ottobre 2018 a orientare le indicazioni.
Tuttavia, qualche elemento di riflessione emerge spulciando il lunghissimo instrumentum laboris costituito di ben 214 paragrafi e tre parti essenziali.
Poveri loro
PEZZO GROSSO: I MIGRANTI SONO VITTIME DI CHI FAVORISCE LA TRATTA, NON DI CHI CERCA DI FERMARLA. ECCO PERCHÉ.
Pezzo Grosso prende spunto dalle difficoltà politiche che il problema migrazioni (invasioni?) sta creando in Germania alla traballante coalizione della cancelliera Merkel, e di cui potete trovare dettagli in questo articolo, consigliato da Pezzo Grosso in persona. E propone – finalmente – di esaminare questo fenomeno più da vicino, lasciando perdere le banalità che troppo spesso si leggono e si sentono, anche da uomini di Chiesa, anche da vertici della Chiesa, anche dal Vertice della Chiesa sui fenomeni epocali incontrollabili, un po’ come le grandi glaciazioni. Razionalmente, e facendo uso del cervello. E buttandola, finalmente, in politica. Quella che cerca di risolvere i fenomeni, non di profittarne per fare soldi.
martedì 19 giugno 2018
Bisogna che qualcuno le dica
IO VI ACCUSO
E' la sindrome di Caffarra? Accusiamo il neoclero, i neoteologi, i neopreti, i neovescovi e tutti i neocattolici di aver provocato la morte di quel santo sacerdote di 97 anni e di aver provocato la morte di molti altri come lui
di Francesco Lamendola
E' la sindrome di Caffarra? Accusiamo il neoclero, i neoteologi, i neopreti, i neovescovi e tutti i neocattolici di aver provocato la morte di quel santo sacerdote di 97 anni e di aver provocato la morte di molti altri come lui
di Francesco Lamendola
In linea generale, non ci piacciono, né mai ci sono piaciuti, quelli che puntano il ditino contro qualcun altro e lo accusano di questo e di quello. Non ci piace personalizzare oltremodo le discussioni di carattere universale, e non ci piace la saccenteria della maestrina che vuole sempre aver ragione, anche se non è neppure in grado di capire tutta l’ampiezza e la profondità di ciò di cui si sta parlando. E quindi non ci piace il J’accuse di Émile Zola, e non ci piacciono gli articoli di Pier Paolo Pasolini, nei quali scriveva: Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti. E avanti di questo passo per un bel pezzo, ad libitum: meravigliosa onnipotenza dell’intellettuale “contro” (ma è davvero “contro”, poi?), che può scagliare strali in qualsiasi direzione, fin che gli pare e piace, e che va sempre a segno, perché, anche se facesse collezione di querele – e Pasolini ne aveva collezionate parecchie – i suoi lettori sono comunque milioni, e quindi le sue parole restano impresse a fuoco nella coscienza di un’intera generazione, con tutto il carico di odio e disprezzo che producono, e forse anche per più di una. Per la stessa ragione, non ci piace don Lorenzo Milani e non ci piace la Lettera a una professoressa, uno dei libri più ingiustamente celebri e uno di quelli che hanno fatto più male alla coscienza delle persone, e specialmente dei cattolici, come è provato dal fatto che don Milani, oggi, oltre a essere stato pienamente riabilitato da papa Francesco e dalla sua neochiesa, viene insegnato dalle cattedre universitarie come il non plus ultra del pensiero pedagogico dell’ultimo millennio, di fronte al quale la pedagogia di un san Giovanni Bosco o di un san Filippo Neri sono bazzecole, per giunta venate d’un certo qual conservatorismo.
«Mio padre non vuole più sopportarli»
"lo conobbi subito tutto il Segreto di Fatima". Socci: "Lo disse Padre Pio, l'ho saputo da fonte riservata".
Il 12 marzo 1913 padre Pio trascrive per il suo direttore spirituale una sconvolgente visione che ha avuto nella quale Gesù diceva: «Con quanta ingratitudine viene ripagato il mio amore dagli uomini! Sarei stato meno offeso da costoro se l’avessi amati di meno. Mio padre non vuole più sopportarli».
Gesù lamenta il tradimento delle «anime da me più predilette», dice che è lasciato solo nelle chiese, che «non si parla mai di questo sacramento di amore», «il mio cuore è dimenticato, nessuno si cura più del mio amore». E poi pronuncia parole drammatiche sugli ecclesiastici: «La mia casa è divenuta per molti un teatro di divertimenti; anche i miei ministri che io ho sempre riguardato con predilezione, che io ho amato come pupilla dell’ occhio mio; essi dovrebbero confortare il mio cuore colmo di amarezze; essi dovrebbero aiutarmi nella redenzione delle anime, invece chi lo crederebbe?! Da essi debbo ricevere ingratitudini e sconoscenze: Vedi, fìglio mio, molti di costoro che (…) (a questo punto il padre dice che Gesù fu preso dai singhiozzi) «che sotto ipocriti sembianze mi tradiscono con comunioni sacrileghe (…)».
Neopreti della neochiesa
IL NEMICO DELLA FAMIGLIA
Il nemico mortale della famiglia è l’individualismo, intessuto di edonismo e narcisismo. I neopreti "petulanti e saccenti" alla don Corazzina? Il funesto ’68 a 50 anni anni di distanza non ha ancora finito di provocare disastri
di Francesco Lamendola
Il nemico mortale della famiglia è l’individualismo, intessuto di edonismo e narcisismo. I neopreti "petulanti e saccenti" alla don Corazzina? Il funesto ’68 a 50 anni anni di distanza non ha ancora finito di provocare disastri
di Francesco Lamendola
La famiglia, il nucleo della società cristiana, di qualunque società a misura d’uomo, è da molto tempo sotto attacco, anche se tale attacco, subdolo e insidioso, solo da poco tempo si è fatto esplicito e si mostra per ciò che realmente è: non un tentativo di delegittimare questa o quella famiglia (la detestata famiglia borghese, per esempio, come si diceva negli anni ’60: ipocrita, autoritaria e repressiva), ma la famiglia in quanto tale. Per un intellettuale, uno scrittore, un filosofo, un pedagogista, i quali, per caso, ne parlano bene, la stimano, la difendono, ce ne sono dieci, venti, trenta, che si servono dei media per dire e ribadire incessantemente il contrario, che tuonano contro di essa, che l’additano al pubblico disprezzo, alla più profonda esecrazione; e la stessa proporzione si trova fra i professori, i registi di cinema e teatro, i cantanti, i sociologi, gli psicologi, e… i preti.
L’ossessione migrantista
L’IMMIGRAZIONISMO È UN’ERESIA, DICE SUPER EX. E MARTINI L’HA INSEGNATA A PAPA BERGOGLIO.
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, oggi Super Ex scrive davvero cose da ponderare e da meditare, e da discutere. Perché il suo articolo affronta quello che appare se non un mistero, una stranezza: e cioè l’ossessione migrantista del Pontefice regnante; e vista la quantità, e la ripetitività degli interventi, credo veramente che si possa usare a questo punto, e sempre di meno in tono scherzoso, del termine ossessione. Leggete Super Ex con attenzione.
L’immigrazionismo di Bergoglio è un’ eresia, insegnata da Carlo Maria Martini.
Questa la tesi. Vediamo lo svolgimento.
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