ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 25 settembre 2018

Ecco perché sono atei

L'Uaar e la fake news di Galileo ateo

Circola da alcune ore, sui social network, la fotografia di un curioso manifesto a cura dell’Uaar, acronimo che sta per  Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, raffigurante uno slogan di dubbia logicità – «Preferisco ragionare anziché credere: ecco perché sono ateo» – affiancato all’immagine di Galileo Galilei (1564-1642). Sottintesa, dunque, l’adesione all’ateismo dello scienziato pisano. Ora, a differenza di diversi amici che hanno condiviso indignati il manifesto dell’Uaar, confesso che io stento a credere all’autenticità di quella iniziativa, sperando si tratti solo di un abile fotomontaggio. Ma sì, perché sarebbe un autogol clamoroso. Com’è possibile, infatti, che nel 2018 ci sia qualcuno non che scriva, non che racconti, ma che solamente pensi che uno come Galilei fosse ateo?

Spedito il bene dei fedeli..?

Un passo indietro




Non è facile esprimere un giudizio sul recente “Accordo provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei Vescovi” per due motivi. Innanzi tutto, per una questione di principio: si tratta di un problema estremamente complesso e delicato, su cui solo chi è addentro alle cose e ha vissuto direttamente la trattativa può dire qualcosa; chi è estraneo rischia di fare chiacchiere da bar. C’è poi un motivo pratico: dell’accordo non si conoscono i termini. Come si fa a giudicare qualcosa che si ignora? Il fatto di non poter emettere giudizi non impedisce tuttavia di fare delle osservazioni. Da semplice spettatore, che osserva ciò che accade intorno a lui.

L'hanno eletto per questo..?

IL PAPA HA BLOCCATO UN’INCHIESTA PER ABUSI SUL CARD. MURPHY O’CONNOR? CONFERME DALL’INGHILTERRA.

Nel settembre del 2013 una fonte estremamente autorevole, che allora era nel governo della Curia, mi raccontò una storia, che aveva appreso dai diretti interessati. È una storia che vorremmo fosse smentita; abbiamo chiesto una conferma agli uffici competenti, senza ricevere risposta. E questa storia coincide perfettamente con quella raccontata da Maike Hickson dalla Gran Bretagna, di cui daremo gli elementi essenziali, rimandandovi alla lettura dell’inchiesta completa su LifeSiteNews.. Ecco la storia così come ci è stata raccontata.

Falso PIO, vero Bove

MA NON E' UNA COSA SERIA



Il falso monaco Enzo Bianchi? è triste vedere una cosa seria come la Chiesa avviarsi alla dissoluzione con toni da farsa o da operetta, come nel "caso Cina:"se non ha più la libertà di scegliersi i suoi vescovi che chiesa sarà? 
di Francesco Lamendola  

 http://www.accademianuovaitalia.it/images/gif/chiesa/0-NUOVI/000-NITIDO-300.gif

Ma non è una cosa seria, direbbe Pirandello: ed è molto triste vedere una cosa seria come la Chiesa cattolica, della cui serietà anche i suoi nemici più accaniti, ma intellettualmente onesti, hanno sempre dovuto prendere atto (e parliamo di “serietà” prescindendo, volutamente, dal discorso sul soprannaturale, che riguarda solo i credenti) avviarsi alla dissoluzione, con toni da farsa o da operetta. Questo è ciò che si prova, ad esempio, vedendo il falso monaco, falso prete e falso teologo Enzo Bianchi predicare gli esercizi spirituali mondiali al clero cattolico, con l’autorizzazione e la benedizione del pontefice regnante. Certo, si può dire che il signore argentino si serve di questo falso monaco per meglio diffondere l’eresia della neochiesa umanista, ambientalista e buonista, che, ormai non ha quasi più nulla a che fare con la vera Chiesa e con il vero Vangelo, anzi, somiglia ogni giorno di più al suo capovolgimento satanico, alla sua diabolica contraffazione. 

lunedì 24 settembre 2018

“Prego Dio che non vi punisca con il suo silenzio”

23 settembre 1968. Preghiera cinquant’anni dopo

Cinquant’anni or sono rendeva l’anima a Dio l’uomo la cui vita fu l’antitesi fattasi carne della modernità.



Lo fu nella santità di vita, nelle persecuzioni che dovette per questo subire da parte di un clero già corrotto, negli insegnamenti che ha lasciato, nel bene e nei miracoli che ha compiuto, nel sangue versato dalle sue stimmate.
Lo fu anche nella capacità di gestire miliardi vivendo nella più perfetta e integrale povertà personale, usandoli solo per il bene dei deboli e degli ammalati.
Lo fu nell’obbedienza a superiori indegni, fino ai più alti vertici.

È davvero strana l’atmosfera, che aleggia nella Chiesa, oggi?

Parte male il Sinodo dei Giovani, errato l’Instrumentum Laboris


In un articolo l’arcivescovo di Filadelfia, mons. Charles J. Chaput, membro del Consiglio permanente del Sinodo dei Vescovi, ha elencato almeno cinque punti teologicamente deboli nell’Instrumentum Laboris del Sinodo dei Giovani.
L’approccio naturalistico, ad esempio, si fissa molto sugli elementi socio-culturali, a scapito di questioni morali e religiose ben più profonde.
Dell’autorità spirituale della Chiesa, il testo «modifica drasticamente i ruoli dell’ecclesia docens (la Chiesa che insegna) e dell’ecclesia discens (la Chiesa che apprende)».
La prospettiva antropologica, che viene proposta, è parziale e faziosa: a proposito del concetto di persona, l’Instrumentum Laboris non fa mai riferimento alla volontà, riducendo il tutto a «intelletto e desiderio», «ragione e affettività». Tuttavia, la Chiesa ci insegna come l’uomo, creato ad immagine di Dio, «possieda anche un intelletto ed una volontà». Non solo: anche «la spiritualità cristiana e la vita morale vengono ridotti alla mera dimensione affettiva, chiaramente espressa nel §130, in cui si evidenzia una concezione sentimentalistica della “gioia”», gioia che da nessuna parte viene descritta, invece, dal punto di vista cristiano, come «frutto della virtù teologale della carità».
L’arcivescovo Chaput denuncia anche come, «mediante questo documento, si dia l’impressione che la vocazione faccia riferimento alla ricerca individuale del senso e della verità particolari». Ma anche altri problemi teologici emergono dal testo: una falsa concezione del concetto di coscienza e del suo ruolo nella vita morale, una falsa dicotomia proposta tra verità e libertà, una falsa equivalenza tra dialogo coi giovani Lgbt e dialogo ecumenico, mentre in modo decisamente insufficiente, nonostante se ne parli sui media di tutto il mondo, affronta lo scandalo degli abusi.
La domanda è: perché continuare a giocare al ribasso? Perché proporre, come base di discussione di un Sinodo già in sé problematico e da più parti sconsigliato, un testo oltre tutto tanto deludente, fragile, inconsistente? È davvero strana l’atmosfera, che aleggia nella Chiesa, oggi.

Al capolinea si scende?

Le Eresie di E.Bianchi l'amico di Bergoglio.


La preghiera si.
Ma DIO NON PUÒ FAR NULLA.

DIO NON PUÒ TOGLIERMI IL CANCRO SE HO UN CANCRO....

MAI accettare la sofferenza, né MAI MAI MAI OFFRIRLA A DO, perché Dio non sa che farsene..

La TEORIA DELL'ESPIAZIONE NON È CRISTIANA.

La storia di Adamo è una favola.

I progenitori non sono i primi responsabili del peccato originale perché il male era già presente nella CREAZIONE ....

In altri video.. Bianchi dice che la Madonna non è un esempio e vale meno degli Apostoli...

È a favore del peccato contro natura..

E a favore Dela COMUNUI E AGLI ADULTERI E.. PERCHÉ MEDICINA CHE GUARISCE..
Bianchi a favore della Comunione ai FRATELLI SEPARATI...

NON CREDE CHE GESÙ È DIO...

Chiedete ai vostri sacerdoti oggi il perché del loro SILENZIO E DISERZIONE dal DENUNCIARE TALE SCANDALO!”

Un'altra tempesta?

Nuova tempesta su papa Francesco. Dalla sua Argentina


Più che sui paesi baltici visitati da Francesco in questi giorni, l'attenzione dei media è inesorabilmente focalizzata su ciò che egli dirà alla fine del viaggio, sull'aereo di ritorno a Roma, quando sarà di nuovo interrogato sullo scandalo dell'ex cardinale Theodore McCarrick.
Dalla clamorosa denuncia dell'ex nunzio negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò, che ha accusato Francesco di aver coperto quello scandalo pur essendone a conoscenza, è passato più di un mese. Senza che Francesco abbia dato la minima risposta alle accuse.
Intanto, però, un'altra tempesta si sta addensando sul papa. E proviene dalla sua terra natale, l'Argentina, oltre che dal confinante Cile.