ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 9 luglio 2017

La Chiesa deve tornare a predicare la vita divina

                              LA VITA IN GRAZIA DI DIO


                                      
   La vita di grazia è la vita di Dio nell’uomo. La vita soprannaturale, la vita divina, è sì un’altra vita ma non è aliena e sconosciuta a noi uomini: non è una dimensione cui non possiamo accedere 
di Francesco Lamendola  

  
Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo con la fede nel Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me: con queste stupende parole san Paolo, nella Lettera ai Galati (2, 20) ci fa capire che cosa avviene allorché l’anima, purificata dal peccato, fiduciosa e abbandonata interamente in Dio, attraverso l’amore di Gesù Cristo e illuminata dallo Spirito Santo, rinasce a nuova vita, la vita divina, pur continuando a dimorare nel corpo.
Immersi come siamo nella dimensione naturale, tendiamo a dimenticarci che la natura non è tutto, e che il nostro corpo di carne non è tutto; tendiamo a scordarci che esiste una vita soprannaturale, dalla quale discendono nell’anima la salute, la forza, la bellezza, la trasparenza, la gioia. Oppure, se ci pensiamo, siamo indotti a immaginare che questa vita soprannaturale e invisibile si annidi chissà dove, si sottragga alla vista in chissà quali altezze, e, insomma, che non giungeremo mai a farci alcuna idea esatta di quel che essa sia, perché i nostri sensi e la nostra ragione sono troppo limitati per poterlo fare. Tuttavia si tratta di un errore evidente: la vita soprannaturale, la vita divina, è, sì, un’altra vita, ma essa non è aliena e sconosciuta a noi uomini, astratta,  irraggiungibile; non è una dimensione cui non possiamo accedere, o lo possiamo solamente per pochi, fortunati istanti di intensa preghiera e contemplazione. Al contrario, la vita divina irrompe in noi, nella nostra anima, già qui, adesso, nella dimensione terrena, ogni qualvolta noi ci poniamo in stato di grazia, cioè ogni qualvolta, purificati dal peccato, sgombri dalla concupiscenza e aperti all’azione dei Sacramenti, che sono come altrettante porte e finestre dalle quali entrano l’aria, la luce e il calore celesti, la presenza di Dio abita in noi, dimora in noi; e noi non viviamo più la vita di prima, la nostra vita, una vita carnale, ma viviamo un’altra vita, la sua vita, la vita del Signore che è entrato in noi e ha trovato in noi un tempio atto a riceverlo.

Quando si sarà vicini alla fine

PROFEZIA SUI GAY PRIDE : NEL 1700 LA BEATA ANNA MARIA TAIGI VIDE LE PROCESSIONI DELLA LUSSURIA…

Nel ‘700 la Beata Anna Maria Taigi lo aveva profetizzato.
In quegli anni era assolutamente impensabile portare la lussuria in processione.Gay pride? Diabolici pride ! Le visioni profetiche sul Gay pride della mistica Beata Anna Maria Taigi
essa scrisse:
” […]dopo questi segni, quando si sarà vicini alla fine, il Drago sarà sciolto e la Divina Madre inviterà alla penitenza e gli uomini senza tener conto dei Celesti moniti andranno per le vie della Eterna Città Santa bagnata dal Sangue dei Principi(Apostoli), portando la Lussuria in processione; e il Padre della Menzogna sarà a loro capo. Sacrilegi compiranno contro i tempi del Santo Spirito e contro la Religione: gli uomini si vestiranno da donne e le donne si vestiranno da uomini, la Voce del Santo Vicario non sarà ascoltata e l’ Alma Sua figura sara fatta oggetto di scherno e risa, allora il Drago che già ha preso possesso del suo regno istillerà lumi alle menti degli a lui soggetti per diffondere l’alito pestilento della Lussuria ove il Beatissimo pose Sede e per diffondere e moltiplicare l’opera sua nefanda di distruzione e perdizione, dovrà allora dalla Cristianità implorarsi la Misericordia di Dio e fare Orazione per la Chiesa Militante domandando aiuto alla Madre Santa e offrendo penitenze e sacrifici […]”

"Ti hanno mai menato?”


Oliver Stone: ‘Everything I did was examined by a certain light. And as an artist it’s very limiting.’ Photograph: Suki Dhanda for the Observer View

Oliver Stone su Vladimir Putin: “Il popolo russo non è mai stato meglio”

DI DOMINIC RUSHE

Il veterano dei registi è stato accusato di aver fatto da ruffiano a Putin con il suo documentario di quattro ore sul leader russo, ma non è pentito. Potrebbe essere questo l’apice della sua carriera?

‘Ti hanno mai menato?” Chiede  Vladimir Putin a  Oliver Stone verso la fine della sua straordinaria intervista-documentario di quattro ore sul leader russo. “Si,” dice Stone. “ E allora non sarà la prima volta, perché dovrai pagarla per quello che stai facendo“, dice il leader russo, prima di uscire da una stanza che evoca lo spirito dei una cappella Sistina attraversata dalle fantasie più basse di un interior designer di Donald Trump.
In questo caso, Putin ha avuto ragione. L’epica pellicola in quattro parti di Stone con l’ intervista a Putin è diventata per the Daily Beast  “a wildly irresponsible love letter-una lettera d’amore irresistibile” per il presidente russo , e racconta molto di Oliver Stone oltre che di Vladimir Putin, ha detto la CNN. “Adulatore con qualche scetticismo” ha scritto il  New York Times.

Scherzi da papa?

La confessione (prossima ventura?)


02:54

https://gloria.tv/video/TTYPHyKUcNPV4nxC3HHERz3uT


RVC OGGI CI PARLA DI SPIRITO SANTO E DI TEOLOGI EVOLUZIONISTI. TENETEVI SALDI, CAMBIA TUTTO.

QUESTO È UNO SCHERZO    
          
Eh sì, è domenica, e naturalmente Romana Vulneratus Curia (RVC per voi amici) mi ha mandato qualche osservazione sulle probabili variazioni del Catechismo in tema di spirito santo. Pensavo che avesse qualche rivelazione da fare sui gesuiti, visto l’amore con cui segue le loro opere creative. Invece questa volta parla solo di teologi evoluzionisti. Non che manchino neanche lì; però il bersaglio oggi è più ampio. Vediamolo.

“Da vescovo” già si vestiva


I 50 anni di Mons. Luigi Capozzi

Questo 2017 sarebbe dovuto essere un anno importante per Don Luigi Capozzi, un anno decisivo: l’importante traguardo dei cinquant’anni (il 23 luglio), quello importantissimo dei venticinque anni di Sacerdozio in Dicembre. E poi, chissà, la nomina a Vescovo.

"Moro perchè non moro"?

     


Meglio morire prima

Eugenio Scalfari è un notevole esempio di come ci si può ridurre in età senile. S’è fatto invitare da Jorge Mario Bergoglio a casa sua. Aveva due richieste da sottoporre al pontefice: far togliere la scomunica a Baruch Spinoza e perorare la beatificazione di Blaise Pascal. Questioni di grande momento in quest’epoca di ciechi guidata da pazzi, e che Scalfari ha posto da par suo, ossia in linguaggio teologico. Vanno così le cose nel regno del pensiero separato. La pizia pontificale gli ha risposto picche per quanto riguarda Spinoza, e per quanto concerne la beatificazione di Pascal si “riserva di far istruire la pratica necessaria”. 

Serve il secondo miracolo

Charlie, se anche l'Osservatore preferisce la morte
Se il piccolo Charlie non è stato ancora soppresso, lo si deve alla straordinaria mobilitazione di popolo, in preghiere e appelli. L'Osservatore Romano invece se la prende con il chiasso mediatico e invoca il silenzio per fare sì che «il mistero della vita faccia il suo corso». Una presa di posizione che contraddice anche l'appello del Papa.

«La lotta non è finita»: Connie Yates e Chris Gard, i genitori di Charlie, ce lo hanno ricordato ieri sera con un tweet in cui ringraziano tutti coloro che in questo periodo li hanno sostenuti nella battaglia per salvare Charlie da medici e giudici che ne hanno già decretato la condanna a morte. Servono ancora preghiere e serve aumentare la pressione sulle autorità, ora più che mai.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona

Francesco-Muller Amore mai nato e finito peggio
Dietro la non riconferma del Papa del Prefetto Gherard Muller una lunga storia di incomprensioni e disaccordi tra i due, fatta di nomine contrastate e licenziamenti mai motivati. Iniziata con una messa interrotta e culminata con le 200 osservazioni, ignorate da Bergoglio, sull'Amoris Laetitia. Ma anche il sospetto del Pontefice che dietro i dubia ci fosse lui. Per Muller è stato un calvario e non ha nascosto la sua delusione per il modo con cui è stato messo alla porta.

sabato 8 luglio 2017

Dove vuole arrivare?

Quo vadis, Bergoglio?



Gli ultimi giorni a Roma sono stati giorni di alta tensione. Nell’aria si percepisce come la sensazione che Bergoglio senta che il suo pontificato abbia i giorni contati, e senta il bisogno di accelerare il processo di “riforma” voluta da lui e da quelli che hanno fatto una decisa campagna per la sua elezione nell’ultimo Conclave, al punto che – come ha confessato lui stesso – la detta “riforma” sarebbe irreversibile e tale da lasciare le mani legate al suo successore. Una riforma che per molti aspetti appare confusa e informe, come confuso e indefinito è il suo attore principale. Così che un alto prelato della Curia - e non è certo l'unico! - è arrivato a chiedersi, seriamente, se l’ex Primate argentino non soffra di una certa confusione mentale cronica - per usare un’espressione piuttosto mitigata ...

Perché e come..

La valutazione di Putin su Trump al G20 determinerà il nostro futuro


HAMBURG, GERMANY JULY 7, 2017: Russia's President Vladimir Putin (L) and US President Donald Trump shake hands during a bilateral meeting on the sidelines of the G20 summit in Hamburg. Mikhail Metzel/TASS (Photo by Mikhail MetzelTASS via Getty Images)

DI PAUL CRAIG ROBERTS
Sullo sfondo della riunione di Putin-Trump ci sono le aspirazioni di Israele e dei neocon. Sono queste che guidano la politica estera americana.
Perché Washington si impegna così tanto a rovesciare il presidente siriano? Come si spiega l’improvvisa apparizione nel 21° secolo della “minaccia musulmana”? La preoccupazione su tale minaccia come fa ad essere coerente con le guerre fatte contro Saddam, Gheddafi ed Assad, leader che hanno soppresso il jihadismo? Come si spiega l’improvvisa apparizione della “minaccia russa”, pompata fino a farla diventare una pericolosa russofobìa priva di fondamento?
Le minacce musulmana e russa e le bugie usate per distruggere Iraq, Libia e parti della Siria sono tutte orchestrazioni che servono i desiderata di israeliani e neocon.
La lobby ebraica in America, fortemente presente in Commentary, Weekly Standard e New York Times, ha sfruttato l’11 settembre per costringere Bush ad intraprendere un “energico sforzo per detronizzare Saddam” (vedi qui e qui).

Uno stile del genere

MÜLLER CRITICA IL MODO IN CUI È STATO LICENZIATO. “LA DOTTRINA SOCIALE DEVE VALERE ANCHE IN VATICANO”.


La vicenda di Charlie Gard ci ha impedito nei giorni scorsi di occuparci del caso Mūller, e della scomparsa di quel gigante silenzioso della Chiesa che è stato il cardinale Joachim Meisner. Lo facciamo oggi, in ritardo per condividere un articolo interessante della Passauer Neue Presse, che tratta di ambedue gli argomenti. La traduzione è nostra.
Il cardinale Gerhard Ludwig Müller hat criticato aspramente il modo in cui è stato dimesso. In un’intervista con la Passauer Neue Presse ha dichiarato che papa Francesco gli ha “comunicato la sua decisione in meno di un minuto” di non prolungare il suo mandato, l’ultimo giorno di lavoro come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Nessuna ragione gli è stata inoltre fornita. “Non posso accettare uno stile del genere” ha sottolineato Müller prendendo chiaramente le sue distanze dal modo di fare del papa. La “dottrina sociale della chiesa deve valere” anche a Roma nelle relazioni con i collaboratori nel lavoro.

Non ci posso credere!


Il cattolico errante e la ricerca della liturgia perduta


Sto notando, tra i credenti, il diffondersi di un fenomeno nuovo. O, meglio, di una nuova figura. Lo chiamerei il «cattolico errante».
Si tratta di un bravo cattolico, un po’ di tutte le età e le condizioni sociali, che vaga di chiesa in chiesa, di parrocchia in parrocchia. Perché lo fa? Perché, stanco di liturgie sciatte e di chiese brutte, di preti iperattivi o apatici, di parrocchiani sovreccitati o depressi, cerca una chiesa che sia semplicemente normale, con un prete che sia semplicemente prete, una liturgia semplicemente dignitosa, un edificio semplicemente rispettoso del sacro, fedeli semplicemente beneducati.
Il cattolico errante non ha molte pretese. In genere non è un tradizionalista. Anzi, cresciuto nella Chiesa del post Concilio, ne ha assimilato tutto il buono che c’è. Però è stanco, molto stanco. Non sopporta più le degenerazioni nate da una lettura distorta del Concilio, non gli va più di convivere con ignoranza e superficialità. Non ne può più di musica per nulla sacra, cori stonati, altoparlanti da discoteca, licenze assurde nella celebrazione. Non sopporta più fedeli chiassosi e sbracati. Non ne può più di chiese orrende, preti che celebrano con le scarpe da ginnastica, tazebao appesi tra una Madonna e un San Giuseppe. Non accetta più di subire omelie irrimediabilmente scontate o troppo immaginifiche. Non gli va più di fare i conti con parroci che sbrigano la messa come fosse una pratica amministrativa o che la trasformano in spettacolo. Ed è anche stanco di essere guardato come un provocatore ogni volta che osa dire come la pensa. Così si mette in viaggio e diventa un cattolico errante.

Qui è in gioco la salvezza delle anime..!

 https://www.facebook.com/fieradelleanime/

Apologia pro via sua


Quando si combatte un nemico dalla forza (umanamente) schiacciante, non lo si affronta in campo aperto, ma si conduce un’azione di guerriglia. Quando si naviga nella tempesta tra opposti scogli, il timoniere che li evita non sta tentennando, ma impedendo alla nave di sfracellarsi. Quando si ha a che fare con una situazione completamente inedita, le soluzioni più ovvie non sono necessariamente le più opportune. Quando sono i Pastori ad andare fuori strada, bisogna redarguirli senza porsi fuori della comunione gerarchica. Se poi qualcuno ha la verità in tasca, fa un dogma anche dell’opinabile e se ne infischia dell’unità del Corpo mistico, io mi dissocio. Qualora il mio dolore per l’attuale situazione della Chiesa sia traboccato in un sarcasmo tagliente, spero con tutto il cuore che questo non abbia favorito in nessuno l’esecrabile tentazione di spezzarla.

Poiché non amo le discussioni senza fine e senza frutto, per questa sorta di apologia della via che ho scelto (non certo di tutta la mia vita, come quella del beato Newman) preferisco le metafore che fanno riflettere, mettendomi alla scuola dei sapienti della Bibbia e del nostro stesso Maestro. La ricerca di una terza via non è automaticamente sinonimo di equilibrismo e compromesso, ma normale espressione dell’uso di quell’intelletto che ci ha fornito il Creatore. Non ho mai accettato di essere intruppato in uno schieramento tanto compatto da esimermi dall’obbligo morale di pensare e di decidere, giacché la ragione e il libero arbitrio mi rendono responsabile davanti a Dio e alla mia coscienza – e di questo fardello non mi posso semplicemente sbarazzare.


"Una teologia personalista”

VOCI SU UNA COMMISSIONE DI REVISIONE
Humanae vitae, si riattiva il fronte francese. Gesuita
Un altro colpo all'Humanae Vitae, e una conferma che si sta lavorando alla sua revisione, arriva dai gesuiti francesi. Nella loro rivista dicono che "Amoris Laetitia non considera più i metodi naturali come imperativi, ma incoraggiati, in ragione di una lettura personalista che integra le dimensioni fisiche e spirituali delle persone".
Che il magistero dei papi precedenti, da Paolo VI a Giovanni Paolo II, per terminare a Benedetto XVI sia sotto attacco in questo regno non sembra più un mistero per nessuno. E’ un quadro che si arricchisce di sempre nuovi elementi. Dopo le voci mai realmente smentite del lavorio in corso o in preparazione per “attualizzare” l’enciclica di Paolo VI, Humanae Vitae, che tante polemiche provocò nel 1968, adesso sono i gesuiti di Francia a lanciare un attacco più diretto.

Er soros kalergio de noantri prega anche Dio?


Scalfari intervista Francesco: "Il mio grido al G20 sui migranti"

Colloquio con il Papa a Santa Marta: "Temo il pericolo di alleanze pericolose tra Potenze. Noi, lei lo sa bene, abbiamo come problema principale e purtroppo crescente nel mondo d'oggi, quello dei poveri, dei deboli, degli esclusi"



Giovedì scorso ho ricevuto una telefonata da Papa Francesco. Era circa mezzogiorno e io ero al giornale quando è squillato il mio telefono e una voce mi ha salutato: era di sua Santità. Io l'ho riconosciuta subito.  "Potrebbe venire oggi? Alle quattro?". Ci sarò senz'altro.

Mi sono precipitato a casa e alle tre e tre quarti ero nel piccolo salotto di Santa Marta. Il Papa è arrivato un minuto dopo. Ci siamo abbracciati e poi, seduti uno di fronte all'altro, abbiamo cominciato a scambiare idee, sentimenti, analisi di quanto avviene nella Chiesa e poi, nel mondo.


venerdì 7 luglio 2017

Non c'è quattro senza tre?

Crisi della Chiesa: Perseverare nell'azione salvifica iniziatasi con i Dubia

Crisi della Chiesa:  Perseverare nell’azione salvifica iniziatasi con i Dubia

L’improvvisa, dolorosa scomparsa di S. Em. il cardinale Joachim Meisner, avvenuta il 4 luglio scorso, ha destato – è inutile negarlo – un senso di smarrimento.  Il porporato aveva 83 anni, è vero; però ha fatto impressione la subitaneità della morte, non preceduta, a quanto se ne sa, da uno stato di malattia.
I quattro cardinali firmatari dei cinque ben noti Dubia sollevati a proposito di certi sconcertanti passi dell’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia sull’amore nel matrimonio, si sono ora ridotti improvvisamente a tre, le Eminenze Burke, Caffarra, Brandmüller.  Speriamo, da semplici fedeli, che il luttuoso evento non incida sulla loro determinazione a proseguire con la massima celerità nella loro coraggiosa e benemerita azione salvifica.

À la guerre?

Francesco Intende Abolire il Summorum Pontificum?

Il liturgista laico modernista Andrea Grillo, che è vicino a Papa Francesco, ha detto a La Croix che Francesco sta considerando di abolire il Motu Proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI, che permette a tutti i preti di celebrare il Rito Romano. Secondo Grillo, una volta che il vaticano avrà innalzato la Società di San Pio X a Prelatura Personale, il rito Romano sarà preservato solo all'interno di questa struttura. "Ma [Francesco] non farà ciò finchè Benedetto XVI è in vita".

Grillo sa anche che Francesco progetta di iniziare un ciclo sulla liturgia nelle sue udienze del mercoledì, al fine di promuovere i suoi punti di vista sulla liturgia.
Foto: © Phil Roussin, CC BY-NC-ND#newsPusncwrcbm


La battaglia per la Tradizione liturgica. Uno scritto di don Giuseppe Laterza per il X Anniversario del Summorum Pontificum


Fatti più in là..

                                                       https://www.youtube.com/watch?v=WYvJ95FY6OM

PAPA FRANCESCO TRA VELENI E CONGIURE IN VATICANO: HA SPOSTATO IL TAVOLO E MANGIA CON POCHISSIMI COMMENSALI


Che Papa Francesco abbia parecchi nemici, soprattutto in Vaticano, non è certo un mistero. E la serie di “dimissioni” e teste cadute nelle ultime settimane sta lì a testimoniarlo: dopo quattro anni di Pontificato, la Santa Sede non è ancora “cosa” di Bergoglio. Abilissimo nella comunicazione, Francesco non riesce però a governare nel suo “regno”. Come sottolinea Massimo Franco sul Corriere della Sera, emerge “un metodo che mostra limiti evidenti; e trasforma le migliori intenzioni di riforma in potenziali boomerang”.
Dunque, nell’ordine, si elencano i vari “epurati”: dal revisore generale dei conti, Libero Milione, liquidato tre anni prima del termine del mandato, fino al mentore, George Pell, costretto a lasciare il ministero dell’Economia del Vaticano per volare in Australia a difendersi in un processo per abusi sessuali. Per ultimo Gerhard Ludwig Müller, il custode dell’ortodossia, non rinnovato nell’incarico dopo cinque anni. E l’ultimo problema, per Francesco, arriva proprio dalla scelta del successore di Müller: Luis Francisco Ladria Ferrer, spagnolo, un fedelissimo.
Già, perché Ferrer è sfiorato dall’ombra di non aver denunciato, in passato, un sacerdote pedofilo. Una notizia recente, che però non è stata ricordata o considerata dal Pontefice nel momento della nomina. Muller, da par suo, ha negato attriti con Francesco e ha scelto di restare a Roma. Ma ora, come spiega un cardinale sotto anonimato, “può diventare la bandiera degli oppositori al Papa. È già il punto di riferimento degli episcopati dell’Europa dell’Est, dell’Africa e di parte del Nord America, in prevalenza conservatori”.
Un arma in più per i nemici del Pontefice, che ormai da anni lo accusano di avere un’agenda troppo sbilanciata sul piano sociale a favore dei poveri, verso il dialogo con la modernità e verso gli immigrati. Ma non è tutto. Sempre il Corriere dà conto di una voce che circola in Vaticano, su un dossier anonimo su persone vicine al Pontefice. E ancora, su alcuni siti conservatori si leggono storie piuttosto romanzate su personaggi legati al mondo degli aiuti della Cei nel terzo mondo ed entrati in contatto con Bergoglio quando era vescovo in Argentina. Una grossa quantità di veleni e illazioni che danno la cifra della situazione: in Vaticano è guerra, è lotta interna feroce e determinata.
Il punto è che dopo il “congedo” di Pell e le dimissioni di Milione, sono entrati in crisi i capisaldi del modello-Francesco, ovvero la spinta riformista su cui tanto ha insistito. La “vecchia guardia” vaticana conservatrice prende piede dopo anni in cui era stata spinta ai margini. E a dimostrare in modo plastico le difficoltà che attraversa il Pontefice, c’è l’ultima rivelazione del Corriere. Per certo, almeno da un punto di vista simbolico, la più importante: nel ristorante a Casa Santa Marta, la residenza del Papa dentro alle mura del Vaticano, qualcosa è cambiato. Il tavolo di Francesco, infatti, non si trova più al centro del locale. Ora è in un angolo: Bergoglio mangia con pochi, selezionatissimi, cmmensali. E dà le spalle al resto della sala.
tratto da libero : quotidiano .it
5 luglio 2017

Famiglia Cristiana, lo sciopero del giornale: altro colpo per il "sindacalista" Papa Francesco


Ora possiamo dire che il Papa meno carismatico della storia umana - questo - abbia fallito anche sul fronte sindacale, inteso come quel fronte da lui misteriosamente aperto alcuni anni fa a tutela di singole aziende e soprattutto di singoli gruppi di lavoratori. L’ultima notizia è che, dopo infinite prediche del Pontefice sui doveri virtuosi degli imprenditori, l’editore di Famiglia Cristiana ha azzerato gli accordi integrativi con i giornalisti: che hanno proclamato tre giorni di sciopero. Una cosa, banalmente, mai accaduta prima.

“Un apostolo non può essere un ingenuo”?


IL VESCOVO MARIO DELPINI HA INSABBIATO L’ABUSO DI DON MAURO GALLI ? IL MURO DI OMERTA’ SI STA FORSE SGRETOLANDO ?…..così scriveva circa dieci giorni fa Rete Abuso Lombardia…..e oggi monsignor Delpini è stato nominato Arcivescovo di Milano

MILANO – Un’altra svolta nel caso del processo che vede imputato don Mauro Galli per presunto abuso sessuale ai danni di un minore nel dicembre 2011.
Non è più solo don Carlo Mantegazzaparroco di Rozzano ad aver denunciato alle autorità che il Vescovo Mario Delpini era a conoscenza dei fatti già dal Natale 2011, ovvero pochi giorni dopo il presunto abuso, ora anche il suo coadiutore don Alberto Rivolta, vicario della Comunità Pastorale di Rozzano pare abbia riferito a Mons. Mario Delfini e Mons. Pierantonio Tremolada la gravità della situazione nei giorni immediatamente successivi al presunto abuso di Don Mauro Galli nei confronti di un ragazzino che frequentava assiduamente l’oratorio di S.Ambrogio, sembra infatti che avesse avvisato direttamente e più volte MONS. MARIO DELPINI chiedendogli con insistenza e determinazione di provvedere affinchè il ragazzino non venisse più in contatto con il Don Galli.

Una religione “adulta”

Il ritorno della gnosi dietro la maschera della Chiesa “aperta” e “dialogante”



Se dovessimo riassumere in un solo concetto la qualità specifica della cultura moderna, diremmo, senza esitazione: l’arroganza. La cultura moderna è arrogante, perché nasce da un atteggiamento di superbia intellettuale. L’uomo moderno è colui che si sente talmente fiero del suo sapere, della sua intelligenza, delle sue conquiste intellettuali, da guardare dall’alto in basso tutto ciò che lo precede e tutti quelli che non si collocano sulle sue posizioni, o perché non sono in grado di farlo, come gli ignoranti, o perché lo potrebbero, quanto alle capacità intellettuali, ma rifiutano di farlo, oppure rifiutano di assumere la sua stessa arroganza, come i cosiddetti conservatori (che egli considera alla stregua di nemici personali, meritevoli solo di sparire dalla faccia della terra).

Obolus non detur!

Finanze vaticane/1. Dov'è finito l'obolo di San Pietro?

Pubblichiamo questo articolo, comparso su La Verità il 4 luglio, a firma di Piero Laporta (www.pierolaporta.it). Alcune informazioni, se verificate, sarebbero sconcertanti. Addirittura si parla della destinazione dell'Obolo di San Pietro alla campagna elettorale di Hillary Clinton. E' solo una voce e lo stesso autore dell'articolo la considera tale. Non è invece una voce quella sulla destinazione dell'8 per mille, di cui si parlerà in un prossimo articolo concessoci dallo stesso autore. E' chiaro che la credibilità della Chiesa, agli occhi di tutti i fedeli che donano con il cuore, è messa fortemente a rischio.

I soi-disant cattolici

Charlie, il tranello in cui cadono alcuni medici E' la malattia ad accanirsi, non la respirazione
E’ la malattia ad accanirsi su Charlie, non la ventilazione. Cerchiamo di spiegarlo anche a quei medici cattolici che sostengono il contrario, cioè che la ventilazione sia accanimento. Nel caso di Charlie non si sta parlando di terapie, ma di ventilazione assistita, che non è finalizzata a guarire Charlie, ma a farlo respirare e vivere. Se raggiunge la sua finalità – cioè l’ossigenazione – non è accanimento terapeutico. Togliere la ventilazione credendo che sia lei la colpevole della sofferenza di Charlie, che invece dipende dalla patologia, è eutanasia.