ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 3 marzo 2016

I sing Ammore, do you capire oppure no?

http://www.ilfoglio.it/galleria_fotografica/2016/03/01/lo-chiameremo-tobia-la-nota-politica-di-vincino___6-2414_c315.htm

Uteri in s-Vendola

La notizia l'avete letta sui giornali. Nichi Vendola è padre e ancora una volta (per dirla con la sciapa retorica di Renzi) "ha vinto l'amore". Anzi, l'ammmore. "Questo bambino è figlio di una bellissima storia d’amore, la donna che lo ha portato in grembo e la sua famiglia sono parte della nostra vita" , è l'estatico annuncio di Vendola che rintuzza le critiche apparse sul web. I sing Ammore, do you capire oppure no? - cantava il suo conterraneo Nicola Arigliano.
Non è nemmeno sfuggito il fatto che mentre al Senato si metteva la fiducia sulle unioni cosiddette "civili", i due piccioncini (Vendola e il suo compagno Ed Testa)  sono convolati a giustapaternità di nascosto come ladri in California, il reame della gaiezza, l'Eldorado dove tutto è permesso. Basta aver fior di quattrini e il mercato vi regala il Paese dei Balocchi. Così il piccolo Tobia Antonio avrà due padri. O forse due "mammi". O un papà 1 e papà 2. O genitore A e genitore B, dato che siamo sprofondati nel regno dell'indistinzione anagrafica oltre a quella sessuale. Poi qualche giudice  italiota zelante nonché servo delle politiche mondialiste provvederà a rendere "legale"  registrando in patria la nuova paternità "arcobaleno" e tutto quanto fino ad  oggi in Italia è contro la legge: gli uteri in affitto e i bimbi comprati.

Scooterino Amen


GIUBILEO A DUE RUOTE - IL SERVIZIO DI RIDESHARING “SCOOTERINO” LANCIA IL SERVIZIO “AMEN” PER AIUTARE PRETI E PELLEGRINI A MUOVERSI A ROMA NELL’ANNO DELLA MISERICORDIA - E SI POSSONO RICHIEDERE VIA APP ANCHE UNA CONFESSIONE O UNA BENEDIZIONE - LO SPASSOSO VIDEO PROMOZIONALE

Scooterino Amen è la prima funzione senza scopo di lucro di un’app che permette a tutti, locali e non, di “richiedere” on demand un prete per una confessione, una benedizione o semplicemente una riflessione. Una volta registrato su Scooterino, il fedele può richiedere una confessione attraverso l’app… -


Fate quel che dicono..

L’Anno Santo della misericordia e il sacramento della Penitenza

di Antonio Livi
Richiamo ancora una volta l’attenzione dell’opinione pubblica cattolica sulla natura spirituale di questo Anno Santo, che come tutti gli altri offe ai fedeli la possibilità e l’opportunità di una conversone interiore e di una vera penitenza che porti alla riconciliazione piena con Dio giusto e misericordioso. Già in precedenza ho segnalato in questo sito gli interventi, davvero opportuni e illuminanti, del cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere maggiore, sulle finalità del Giubileo della Misericordia e sulla centralità dello spirito di conversione, che deve portare, innanzitutto, al ricorso pieno di fede e di speranza teologale alla Confessione sacramentale, premessa per una successiva pratica più frequente e più convinta delle opere di misericordia spirituale e corporale nei confronti del prossimo.  

Tesi e anti-tesi*

FRA ROBERTO, IL CAPPUCCINO 95ENNE CHE PERCORRE 6 CHILOMETRI PER CONFESSARE A FORTALEZA

Fra Roberto, il cappuccino 95enne che percorre 6 chilometri per confessare a Fortaleza

Il 28 febbraio, terza Domenica di Quaresima, le arcidiocesi del nord-est del Brasile hanno riunito una grande folla per le Caminhadas Penitenciais (Percorsi Penitenziali). Sia a Fortaleza che a Salvador, i gesti concreti di alcune persone hanno spiccato tra le migliaia di partecipanti, come quello di un sacerdote di 95 anni che ha camminato per 6 chilometri a Fortaleza.

Arabi chi?

Papa Francesco: "È in atto un'invasione araba dell'Europa, ma non è per forza un male"

Il Pontefice sorprende ancora: "Il Vecchio Continente ha sempre subìto invasioni della sua storia e sempre ne è uscito arricchito e ingrandito"









Parole che non stonerebbero in bocca a Innocenzo XI, pontefice della metà del Seicento; ma che lasciano basiti quando scopriamo che a pronunciarle è stato Papa Francesco, in una recente intervista al periodico cattolico francese Vie.

Probabilmente no?

Lesbiche in sala, salesiani più "avanti" dei network Usa
carol
Chissà se San Giovanni Bosco avrebbe accettato. Probabilmente no, se lo abbiamo conosciuto bene, ma poco importa. Quel che conta in fondo è la coscienza personale, basta dimenticarsi che deve essere "rettamente formata". I Salesiani di Roma, per la precisione il Centro Culturale Salesiano, ne sono davvero consapevoli che il film in proiezione domani e venerdì è "scabroso" e "immorale" tanto che non fanno mistero di pubblicare il giudizio che ne ha dato la commissione nazionale valutazione film della Cei. La quale, su Carol (pellicola ad alto contenuto lesbo candidata anche agli ultimi Oscar 2016) si è espressa chiaramente:
"Film in cui le espressioni verbali e comportamentali esigono riserve morali" e "film che non può essere accettato globalmente per la presenza di alcuni aspetti fortemente problematici dal punto di vista morale". Ma al centro di via Publio Valerio ritengono che il film possa essere utile per stimolare la riflessione su alcune tematiche spesso affrontate in un orizzonte ideologico.

mercoledì 2 marzo 2016

MinCulPap

Contro la secolarizzazione “il vaccino della Tradizione”

(di Cristina Siccardi) Il tasso numerico dei cattolici in Italia diminuisce sempre più ed è impressionante la velocità con la quale, negli ultimi anni, la nazione in cui la Chiesa risiede, la secolarizzazione ha proceduto nel suo estendersi a macchia d’olio.
La Fondazione Critica liberale (dal 1969 la voce del pensiero laico e liberale italiano, che segue le linee di: Giovanni Amendola, Benedetto Croce, Piero Gobetti, fratelli Rosselli, Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi, Luigi Einaudi, il Mondo di Pannunzio, gli «azionisti» e Norberto Bobbio) ha denunciato, nei programmi televisivi, un «monopolio assoluto della confessione cattolica» rispetto alle altre religioni. Il rapporto [MinCulPap – Ministero Cultura Papista – V Rapporto sulle confessioni religiose e TV e il VI Rapporto sui telegiornali – L’informazione televisiva al servizio di francesco (scritto in minuscolo)] è stato presentato il 24 febbraio scorso alla Camera dei deputati da Critica Liberale e in essa erano contenuti questi dati: nella stagione 2014-2015, l’86,6% dei soggetti confessionali presenti nei principali talk show è di religione cattolica; nonostante ciò solo un’ora (1,7% del tempo), delle 60 complessive dedicate a temi religiosi, è stata riservata agli scandali finanziari vaticani.

Il “cattolaico”.


La laicità non è un’estensione della natura e delle sue leggi ai fenomeni e ai corpi sociali. È un concetto filosofico di conio anticristiano che solo dei cattolici senza midollo possono prendere per buono mettendosi al riparo della tranquillizzante reminiscenza che il termine laico appartiene in origine al linguaggio della Chiesa e indica la persona non consacrata.

Mercoledì 2 marzo 2016 È pervenuta in redazione:
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Gentilissimo dottor Gnocchi,
davanti allo scempio della morale che sta passando a colpi di legge, mi pare che non serva essere cattolici per capire che siamo al disastro. Basta ragionare da persone normali. Per questo mi chiedo se tutto il dibattito, senza essere ricondotto alla fede, non si possa affrontare in modo più efficace dentro il quadro di una sana laicità in cui si accettino regole condivise da parte di tutti i protagonisti.
La ringrazio per l’attenzione
Osvaldo Caroli
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zrbrpsCaro Osvaldo,
la risposta è molto semplice ed è composta da sue sole lettere: no. E il motivo è altrettanto facile da esprimere: la “laicità” non può essere “sana” o “malata”, è laicità e basta, una visione della vita sociale che pretende, quanto meno, di mettere Dio tra parentesi. Che possa esistere una laicità buona è un’illusione, forse anche pia, maturata in quel cattolicesimo che, tagliati i ponti con il passato, vorrebbe abbracciare il mondo rimanendo in sacrestia, abbandonando l’altare ma senza perdere la raccolta delle elemosine all’offertorio, dimenticandosi dell’eternità senza mollare l’otto per mille quaggiù.