ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 9 marzo 2016

Gianfranco & i suoi fratelli

(di Mauro Faverzani) Certe cose, a volte, si dicono per ignoranza. Ma non è certo questo il caso del card. Gianfranco Ravasi, a capo del Pontificio Consiglio della Cultura.
Nel suo articolo dal titolo Cari fratelli massoni, apparso su Il Sole-24Ore dello scorso 14 febbraio, mostra chiaramente di conoscere la Lettera apostolica In eminenti apostolatus specula, con cui nel 1738 papa Clemente XII scomunicò i “grembiulini”, Lettera poi confermata dall’enciclica Humanum Genus, con cui Leone XIII condannò espressamente il relativismo e la massoneria; ed anche il can. 2335 del Codice di Diritto Canonico del 1917, che ribadiva il provvedimento fatto proprio anche dal can. 1374 del nuovo Codice, quello del 1983; così come la Declaratio de associationibus massonicis, emanata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, per ribadire il divieto di appartenere alle logge; mostra di conoscere persino due documenti – il primo elaborato dalla Conferenza episcopale tedesca nel 1980 e l’altro da quella filippina nel 2003 –, che confermano quanto già altrove normato.
V’è un aspetto, però, che stupisce: la sincronia.

L’esito mortale della Chiesa


Risposta a Dugin: il cattolicesimo rimane vera Chiesa


di Satiricus

La lettura di Dugin circa l’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill è indubbiamente interessante, anche per il fatto di offrire una prospettiva ex parte scismatica, che effettivamente introduce spunti innovativi rispetto al nostro modo di pensare abituale. Al link riportato troverete i rimandi mediatici e la trascrizione in inglese della riflessione duginiana.

Per padre il diavolo?

COSA DIAVOLO STA DICENDO ?

    Ma padre Ronchi cosa diavolo sta dicendo? E la sua sparata improvvisa sconcertante:"la Chiesa per troppo tempo ha trasmesso una concezione di Dio basata sulla paura; ha fatto come si direbbe oggi del terrorismo psicologico"
di Francesco Lamendola  

Padre Ermes Ronchi, friulano di Racchiuso d’Attimis, classe 1947, è un sacerdote servita che, dal 2009, ha sostituito Raniero Cantalamessa nella conduzione della rubrica televisiva Le ragioni della speranza; inoltre, dal 2016, su incarico di papa Francesco, tiene le meditazioni degli esercizi spirituali presso la Curia romana.
Prima di entrare nel merito del suo stile di predicatore e commentatore del Vangelo, crediamo sia opportuno partire da un preciso dato biografico: a diciotto anni, quando ancora era studente di liceo, ma già sentiva la vocazione alla vita consacrata, Ermes Ronchi fece l’incontro decisivo della sua vita: quello con il teologo servita Giovanni Vannucci (nato a Pistoia nel 1913 ed ivi deceduto nel 1984), amico e collaboratore di padre David Maria Turoldo (1916-1992), altro servita friulano allora molto impegnato, a Firenze, nell’ambito sociale, ad esempio con le cosiddette Messe della carità, oltre che come scrittore, poeta e perfino come regista (di questo aspetto ci siamo già occupati nell’articolo: «Un film al giorno: “Gli ultimi” di Vito Pandolfi e David Maria Turoldo», pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 23/02/2008).
Ora, bisogna sapere che padre Vannuccci, degno erede di Paolo Sarpi, aveva una idea tutta sua della teologia cattolica: al giovane Ermes Ronchi, infatti, trasmise l’idea, da questi accolta come fondamentale, che il mondo sacro e il mondo reale sono la stessa cosa (vedi l’intervista rilasciata da Ronchi sul sito della Fraternità di Romena): il che è una tautologia, se per “reale” si intende “sostanziale”, ma un’autentica eresia se s’intende “quello vero” nel senso di “terreno”. E incliniamo fortemente a pensare che si tratti proprio di questo secondo significato, il che spiegherebbe tutta l’impostazione “immanentistica” della predicazione di padre Ronchi.

Hanno scelto il Male



Hanno scelto il Male. E’ questa la diagnosi censurata.


Alcuni lettori insistono perché dica la mia sui due trucidi assassini del loro coetaneo, attratto con la promessa di un rapporto sessuale ben pagato, 100 euro. Scusate, vorrei esimermi; già torme di mosconi e tafani, attratte dallo sterco e dalle carogne, a sciame vi hanno raccontato tutto; son contento di non essere più nel mestiere attivo di questo giornalismo. Del resto, è così chiaro. Ma, fateci caso, la sola cosa chiara da dire, è quella che tacciono tutti: i tafani, le mosche stercorarie, i mosconi attratti dalla putrefazione. Svolazzano a intervistare lo psichiatra famoso, che spieghi lui   come hanno potuto far questo:e lo psichiatra ovviamene annaspa. Sa benissimo che la sua pretesa scienza non ha le categorie per definire questo, non è una patologia che di trova nel Manuale Diagnostico-Statistico.   Si intuisce che lo psichiatra vorrebbe dire la definizione giusta, ma si trattiene: non appartiene alla scienza moderna, né tantomeno è una categoria che si può evocare nella società liberata e postmoderna. La parola sulla punta della lingua è: il Male. Quei due non sono malati, sono giovanotti trucidi e sanissimi. Solo, hanno aderito al Male. Con scelta volontaria, in piena lucidità.

Scombonionati

I comboniani sdoganano il gender in classe
Lezioni di gender theory in classe
Il canovaccio è quello solito: una storia strappalacrime inventata sul cliché del ragazzino sensibile e premuroso a cui piace giocare con le femmine, i compagni che lo prendono in giro, lo “bullizzano” e alla fine lui che si toglie la vita. Segue il pistolotto sulle scuole che per paura delle polemiche sul gender provocate dai “movimenti che dicono di voler sostenere la famiglia”, non organizzano corsi di sessualità finalizzati al rispetto delle persone omosessuali. Infine l’invito a bambini e genitori: “Fate pressione sulle scuole affinché si insegni il rispetto verso gli omosessuali” e “non ascoltate i movimenti anti gender perché con questa scusa gli insegnanti non potranno neanche parlarvi del rischio pedofilia in rete.

il prezzo del Trionfo

Il Caso Francescani dell'Immacolata. Pro nomine Immaculatae contumeliam pati

“Tendiamo insidie al giusto, perché ci è di imbarazzo ”. Ormai non si contano più gli attacchi portati avanti sul web e attraverso i media (stampa e TV) a scapito dei Francescani e delle Francescane dell’Immacolata e in modo particolare del loro fondatore p. Stefano M. Manelli.  Non si può tacere e non tace il Comitato delle Famiglie delle Suore Francescane dell’Immacolata [qui], di cui riprendiamo la sentita reazione di difesa.
Alle nostre care suore Francescane dell’Immacolata, con tutto l’amore dei familiari. Coraggio siate forti nel sostenere il martirio mediatico a cui siete sottoposte, siate eroiche nel perdonare di cuore i vostri malevoli persecutori, siate sante per ricondurre a Cristo i lontani. Non siete sole. Siamo tutti con voi. Le tenebre non possono essere eterne, verrà il trionfo del Cuore Immacolato.
Il vergognoso attacco mediatico a cui sono soggetti in questi ultimi giorni padre Stefano Maria Manelli e le Suore Francescane dell’Immacolata non possono che farci riflettere sulla triste situazione morale ed ecclesiastica dei nostri tempi, tempi d’immoralità e di doppiezza, di disvalori portati in cattedra e di santità messa alla gogna mediatica dalla più ripugnante mentalità benpensante borghese, capace di scandalizzarsi per qualche pratica penitenziale della tradizione ascetica cattolica, per poi consumare i più nefandi delitti nell’intimo delle proprie case, con adulteri facili e aborti commessi ingoiando una semplice pillola.

martedì 8 marzo 2016

Omoeresia

Riprendiamo questo articolo dal numero di marzo di Radici Cristiane. Cliccando qui potete leggere la presentazione dell’intero numero di marzo della Rivista, con articoli, dossier e recensioni di grande interesse. Abbonarsi a Radici Cristiane è facile ed è conveniente: Ci sono diverse offerte di abbonamento, valide per l’Italia e per l’estero: per conoscerle, e per abbonarti on line, clicca qui

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«Omoeresia» è uno dei due neologismi circolanti. L’altro è «omoideologia». Il primo indica il rifiuto, totale o parziale, del Magistero della Chiesa sull’omosessualità. Il secondo indica la promozione del gay fashion nel mondo. Questioni, su cui si sono spaccati già gli episcopaliani, mentre gli ortodossi russi han tagliato i ponti con i presbiteriani scozzesi ed i protestanti francesi. Ed anche i Cattolici rischiano, nel caso prevalesse l’idea di una «Chiesa decentralizzata», come emerge da quest’intervista a don Andrzej Kobyliński, docente presso l’Università «Card. Stefan Wyszyński» di Varsavia.
 di Mauro Faverzani

Per forza!, vedi i suoi padri..!


madeleine fredell 

«Sono una teologa femminista svedese e mi sento realizzata nella Chiesa cattolica»
Come si può essere cattolica, femminista, svedese, e per giunta religiosa domenicana? A questa domanda ha cercato di rispondere Madeleine Fredell, domenicana e femminista svedese.
Non è la solita propaganda tardo-femminista diffusa dai media l’8 marzo, festa delle donne, sull’emancipazione da tutto e da tutti, religione compresa, invito alla ribellione, all’indipendenza delle donne cattoliche verso il Magistero della Chiesa, inno all’aborto libero, al contraccettivo selvaggio e al diritto del sacerdozio femminile