LA RISPOSTA
Intercomunione, il card. Kasper trucca le carte
In una intervista a Vatican Insider, il cardinale Kasper rilancia la posizione dei vescovi tedeschi favorevoli all'intercomunione con i protestanti. Cita un documento conciliare e due documenti di Giovanni Paolo II. Ma guarda caso, quelle di Kasper sono citazioni forzate e stravolte nel significato.
Gregorio di Nissa, uno dei padri cappadoci, ricorda che Gesù Cristo «ammonisce i suoi a trovarsi sempre uniti nelle soluzioni delle questioni e nelle valutazioni circa il bene da fare; a sentirsi un cuor solo e un'anima sola e a stimare questa unione l'unico e solo bene».
Con questa premessa si deve guardare al dibattito sulla cosidetta intercomunione, sollevato dalle linee guida dei vescovi tedeschi che intendono ammettere alla comunione i coniugi protestanti dei cattolici, contro cui si sono schierati altri sette vescovi tedeschi. Per inciso, il termine intercomunione appare quanto meno incomprensibile perché, la comunione, è già di per sé l'unione tra persone. Perché vi sia tale unione le persone devono aderire - a proposito della comunione eucaristica - alla fede che la Chiesa cattolica professa. Per gli Ortodossi la comunione eucaristica tra cristiani è possibile solo se si condivide anche la stessa idea di Chiesa. Per questo essi non concepiscono l'intercomunione.
Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...
lunedì 14 maggio 2018
domenica 13 maggio 2018
Le ragioni di questo odio
Perché Satana ci odia così tanto?
Alla luce della Rivelazione è possibile indicare alcune principali verità che rendono ragione dell’odio e dell’azione disturbatrice e malefica dei demoni nei confronti dell’uomo.

Alla luce della Rivelazione è possibile indicare alcune principali verità che rendono ragione dell’odio e dell’azione disturbatrice e malefica dei demoni nei confronti dell’uomo.
Prima di affrontare, in un’ampia panoramica, il discorso sull’attività delle potenze malefiche per mezzo di quelle forme così distruttive e per altro così comunemente diffuse nella società odierna quali fattura, maleficio, malocchio, magia (bianca, nera, rossa, verde), vorremmo offrire alcuni articoli introduttivi che aiutino ad illuminare sia sul piano più teologico che su quello più esperienziale il grande mistero dell’odio di Satana nei confronti della creatura umana, che è la radice, la causa remota della sua azione disturbatrice e malefica e che, malauguratamente, miete un numero incalcolabile di vittime.
Alla domanda “perché Satana ci odia così tanto?”, risponde un noto esorcista marchigiano, don Raul Salvucci, che si è distinto anche per degli ottimi e agili libri da lui scritti per l’informazione e la formazione di tutti coloro che si trovano, loro malgrado, alle prese con il preternaturale mondo dell’occulto (1).
Alla domanda “perché Satana ci odia così tanto?”, risponde un noto esorcista marchigiano, don Raul Salvucci, che si è distinto anche per degli ottimi e agili libri da lui scritti per l’informazione e la formazione di tutti coloro che si trovano, loro malgrado, alle prese con il preternaturale mondo dell’occulto (1).
Fra le macerie fumanti
DIO E'IL PADRONE DELLA STORIA
Da dove dobbiamo ripartire? Dio è il padrone della storia! Vogliono dissolvere la fede cattolica: siamo come i sopravvissuti di Hiroshima tra le macerie della fase culminante di una precisa strategia attuata da forze massoniche
di Francesco Lamendola
Da dove dobbiamo ripartire? Dio è il padrone della storia! Vogliono dissolvere la fede cattolica: siamo come i sopravvissuti di Hiroshima tra le macerie della fase culminante di una precisa strategia attuata da forze massoniche
di Francesco Lamendola
Lo stato d'animo più frequente, fra le persone che possiedono abbastanza intelligenza, sensibilità e spirito critico da rendersi conto diquel che sta accadendo nella nostra società, da alcuni decenni a questa parte, e che di recente ha assunto un ritmo sempre più vorticoso, quasi febbrile, è di smarrimento, di frustrazione e di amarezza. Sono scoraggiate, confuse, turbate sino in fondo all'anima; soprattutto, hanno la sensazione che sia ormai tutto inutile, che la battaglia sia persa, che il futuro appartenga ai distruttori, a quanti vogliono, più o meno deliberatamente, sfasciare la famiglia, la patria, la morale, la cultura, l'economia, la civile convivenza. Fra i cattolici, o, per dir meglio, fra i pochi cattolici i quali non si sono mai fatti ipnotizzare dalle formule preconfezionate della neochiesa, che non credono alle parole d'ordine e ai gesti spettacolari del signor Bergoglio, ma che assistono, impotenti e angosciati, alla sistematica distruzione della morale, della dottrina, della liturgia, della stessa fede cattolica, lo stato d'animo è, se possibile, ancor più scoraggiato e depressivo.
Si aggirano fra le macerie fumanti di ciò che, fino a qualche anno fa, credevano una realtà viva e perenne, con l'aria stralunata e inebetita degli abitanti di Hiroshima e Nagasaki sfuggiti all'apocalisse dell'agosto 1945. Sui loro volti aleggia la muta domanda: ma cosa è successo?, e non si rendono conto che il processo degenerativo parte da lontano, da molto prima di ciò che essi immaginano; che la "svolta" degli ultimi cinque anni è solo la fase culminante di una precisa strategia, attuata da forza massoniche, gnostiche e anticristiane, per portare il modernismo al vertice della Chiesa e arrivare, così, a compiere quel che invano esse hanno tentato di fare per quasi duemila anni: distruggere la Chiesa e dissolvere la fede cattolica, almeno come forza organizzata; respingerla nell'interiorità delle coscienze, ma ridotta a percentuali minime, a una sparuta e dispersa minoranza, presa fra l'incudine di una legislazione laicista sempre più anticattolica e una invasione islamica che finirà per soppiantare fisicamente i cattolici in casa loro, cioè in Italia e in tutta Europa.
Eppure, a questo stato d'animo bisogna reagire. Se i migliori si scoraggiano, se si rassegnano, è davvero finita; ma se tengono accesa la fiammella della speranza, e la fiammella della fede, allora non è detta l'ultima parola. Dio è il padrone della storia; ma, per poter agire in essa, dopo essersi Lui stesso incarnato nella Palestina di duemila anni fa, ora ha bisogno della collaborazione umana. Ha bisogno di trovare delle persone che abbiamo ancora la fede, che coltivino ancora la speranza cristiana. In fondo, paradossalmente, le forze massoniche e anticristiane che in questi tempi stanno assaporando il piacere del trionfo, stanno anche creando le condizioni perché parta la riscossa degli uomini di buona volontà. Senza volerlo, hanno fatto chiarezza: lasciando cadere la maschera, hanno mostrato il loro vero volto, e sempre più lo mostreranno. Lo mostrano in certi luoghi, come l'aeroporto internazionale di Denver, e in certe occasioni, come l'inaugurazione del traforo del San Gottardo nel 2016; o, in questi ultimi giorni, con il Met Gala di New York, che ha visto la profanazione dei paramenti sacri degli ultimi papi, indossati da attori e attrici che ne hanno fatto una blasfema esibizione.
Le dimissioni di Benedetto XVI e tutto il pontificato di Francesco vanno nella stessa direzione: stanno facendo chiarezza. Se l'obiettivo del neoclero modernista è quello di spegnere la vera fede cattolica, respingendola nell'interiorità delle coscienze, allora dobbiamo cogliere questo fatto come una straordinaria opportunità. In fondo, è perfettamente vero che la nostra fede si era addormentata, non era più viva e pulsante: ed è per questo che abbiamo permesso che le cose arrivassero fino a questo punto. Se avessimo avuto una fede viva, ci saremmo accorti per tempo di quel che stava accadendo: ce ne saremmo accorti fin dal tempo delConcilio Vaticano II, quando la massoneria ecclesiastica sferrò il colpo decisivo. Da allora, essa non ha fatto altro che perfezionare l'attuazione del suo piano; ma le cose avrebbero dovuto essere chiare fin dal 1962-65, se non dal 1958, cioè dal conclave che elesse Roncalli al soglio di san Pietro, col preciso mandato di fare ciò che Pio XII, a ragion veduta e dopo molte riflessioni, aveva deciso di non fare assolutamente: un nuovo concilio. Un concilio "pastorale", il quale, dietro pretesto di voler solo cambiare il modo di annunciare il Vangelo, cioè, appunto, la pastorale e la liturgia, avrebbe in realtà cambiato tutto: o meglio, avrebbe creato i presupposti per poter cambiare tutto.
Perché questo era l'obiettivo finale: cambiare la morale, cambiare la dottrina, trasformare il cattolicesimo in una "religiosità" vaga, liquida, misericordiosa, ambientalista, buonista, senza più i suoi pilastri soprannaturali, la Tradizione e la Scrittura; e che, in nome del "dialogo", dell'unità elevata a valore supremo, avrebbe demolito la cosa più importante, la verità. Senza verità, non c'è il Vangelo; senza verità non c'è nemmeno la vera carità, perché la verità è il presupposto di tutto il resto, misericordia compresa. Una misericordia senza verità è una contraddizione in termini, e sfocia nel buonismo, che non è affatto cristianesimo, ma un'altra cosa. Gesù, infatti, era tutt'altro che un buonista. Era forse spietato, era forse privo di misericordia, quando diceva, di chi dà scandalo ai "piccoli": Sarebbe meglio per lui che si legasse una macina al collo e si gettasse nel mare? Eppure, lo ha detto. Lo ha detto, anche se non c'erano dei registratori che ne incidessero la voce, e quindi anche se il gesuita Sosa Abascal non ci crede, o ne dubita fortemente, così come non crede che il diavolo esista, sebbene Gesù ne abbia parlato moltissimo, e, soprattutto, lo abbia affrontato decine e decine di volte, come i Vangeli fedelmente riportano. Ma ora è venuto il tempo di credere ai Sosa, ai Paglia, ai Galantino, ai Bergoglio; non importa quel che ha detto e fatto Gesù Cristo. Ebbene, questo non è più cattolicesimo, non è nemmeno cristianesimo: lo capirebbe anche un bambino, ma noi ci abbiamo messo degli anni per capirlo, e molti, in verità, seguitano come se nulla fosse, seguitano a non voler capire.
Il triste spettacolo di una fede cattolica senza Gesù, di una neochiesa "eretica"
Ora ci viene data una grande possibilità: quella di rientrare in noi stessi, di tornare ad ascoltare la voce del solo Maestro, di ripartire da zero nella riconquista della fede cattolica. Siamo vissuti d'illusioni e d'inganni, di compromessi e di piccole furberie; abbiamo creduto di poter mettere d'accordo i diritti di Dio e quelli di mammona, di servire due padroni, di giocare su due tavoli: ora le nostre debolezze, le nostre ipocrisie, la nostra viltà, stanno venendo al pettine. Ed era ora. Se non fossimo stati messi davanti a un clero traditore e apostatico, che ci ha scandalizzati, traumatizzati, indignati, forse non ci saremmo decisi a guardare dentro noi stessi. E invece è proprio lì che dobbiamo guardare, è da lì che dobbiamo ripartire: dobbiamo tornare a essere discepoli di Gesù, perché da molti anni lo eravamo solo di nome, lo eravamo solo per finta. Abbiamo tollerato il divorzio, l'aborto, l'eutanasia, le unioni omosessuali, senza sollevare la benché minima obiezione. Molti, come il vescovo McMachon di Liverpool, come il cardinale Vincent Nichols, a nome del clero inglese, seguitano a tacere: e, di fronte ad atti di eutanasia conclamata, non solo tacciono, ma si felicitano con le autorità ospedaliere e ringraziano i giudici dei tribunali che hanno decretato la sospensione delle cure che tenevano in vita un bambino gravemente malato. Abbiamo tollerato i centri commerciali, aperti la domenica, e le famiglie che, invece di andare in chiesa (a fare cosa, poi? ad ascoltare gli sproloqui di qualche prete modernista, ad assistere alle esibizioni pagliaccesche di qualche monsignore narcisista e demagogo?) si sprofondassero nel consumismo domenicale, doppiamente diabolico, perché celebrato nel giorno del Signore. Abbiamo tollerato tante di quelle cose oscene, perverse, immorali, come se fossero normali, che quasi non riusciamo più ad accorgerci fino a che punto ci siamo allontanati da Dio.
Ora qualcuno di noi pensa, mestamente, che Dio ci ha abbandonati. E invece siamo stati noi ad abbandonare Lui; se fossimo rimasti stretti a Lui, non sarebbe accaduto tutto questo, ce ne saremmo resi conto per tempo. Ma le cose sono arrivate a questo punto grazie al sonno della nostra fede, al conformismo del nostro cattolicesimo: nostro, e di una buona fetta del clero. Non parliamo dei teologi, conquistati al verbo modernista al novanta per cento: invece di aiutare le fede, sono stati il peggior fattore di tentazione e d'incredulità. Il male che Karl Rahner ha potuto fare alla Chiesa, e che è immenso, incalcolabile, è stato reso possibile da questo progressivo ottundimento della fede, da questo annebbiamento della stessa ragione naturale. Perché perfino la sola ragione naturale avrebbe dovuto metterci in guardia, farci capire che le cose stavano prendendo una piega disastrosa: nemmeno ad essa abbiamo dato ascolto, non abbiamo saputo farne buon uso. Infatti, la ragione naturale basta e avanza per capire che la sodomia non è una buona cosa, e che un "matrimonio" fra due sodomiti è una mostruosità: eppure, il cardinale arcivescovo di Bruxelles, De Kesel, dice che la sodomia è cosa buona e che la Chiesa dovrebbe riconoscere le unioni sodomitiche. Questo è solo uno fra i cento, i mille esempi che potremmo fare per ribadire il medesimo concetto: quel che sta accadendo oggi, sia nella società civile, sia nella Chiesa cattolica, è il risultato del nostro sonno morale e della nostra introiezione di uno spirito non cattolico, contrabbandato per cattolico da pastori falsi e spergiuri.
Il male è partito dal'alto, dai teologi, ma si è diffuso in ogni senso e ha contagiato praticamente tutti, inquinando la purezza della fede. Non c'è fede senza verità, e questo vale a maggior ragione per il cattolicesimo, che ruota intorno alla fede in Gesù Cristo, che di Sé dice: Io sono la via, la verità e la vita. Quel che stiamo vedendo, oggi, è il triste spettacolo di una fede cattolica senza Gesù. Infatti il neoclero ci parla del papa Francesco, della misericordia di Francesco, dell'apertura di Francesco, della simpatia umana di Francesco, della vicinanza ai poveri di Francesco; ci parla delle dichiarazioni di Sosa, Paglia e Galantino; ci parla per bocca di Enzo Bianchi, Andrea Grillo e Vito Mancuso. Ma non ci parla più di Gesù Cristo, o, se ce ne parla, lo fa senza la vera dottrina, e quindi falsificandone le Parole. In un certo senso, lo dobbiamo ringraziare: finalmente saremo spinti a ignorare il chiasso delle voci illegittime, per tornare ad ascoltare la sola voce che conta: quella di Gesù Cristo, che per troppo tempo non ha trovato ascolto da parte nostra.
Dobbiamo affidarci totalmente a Lui, e a Lui solo
Da dove dobbiamo ripartire?
di Francesco Lamendola
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Cotta al punto giusto?
ECCO IL PIANO DIABOLICO PER UNIFICARE LE CHIESE!
L'articolo che segue è stato tratto inizialmente dal capitolo 17 del libro "Truth is a Lonely Warrior" (La Verità è un Guerriero Solitario) che l'autore stesso ‒ James Perloff ‒ ha scritto e poi riportato sul suo sito.
È una relazione interessante quanto corposa, perciò ha richiesto una traduzione libera ed abbreviata per renderla più accessibile alle esigenze dei lettori, senza peraltro alterarne il contenuto se non con qualche osservazione personale.
Chi ha paura della Madonna di Fatima?
DISPACCI DALLA CINA. FATIMA E LA CINA COMUNISTA. MATTEO RICCI FACEVA PROSELITISMO? EH GIÀ…
Cari Stilumcuriali, Aurelio Porfiri ci invita a leggere anche questa domenica i suoi Dispacci dalla Cina. Domenica 13 maggio, una data importante nella storia della Chiesa e nella storia di questi cento anni appena conclusi dalle apparizioni della Madonna alla Cova de Iria. Una presenza e un ricordo, quello della Vergine che si è manifestata in Portogallo, ben vivi e attuali. Come potete vedere dal primo, breve ma significativo, dei dispacci di oggi.
La Madonna di Fatima e i comunisti
Mi diceva tempo fa il Cardinal Zen che il governo cinese ha paura della Madonna di Fatima perché è anticomunista. Le “altre” vanno pure bene, ma non quella di Fatima.
Una sola Madre
13 maggio – Madonna di Fatima
Oggi è la ricorrenza della prima apparizione della S. Vergine ai pastorelli di Fatima, dove ha detto molte cose importanti che conosciamo tutti. Ma questa festa è laicamente oscurata da un’altra inventata di sana pianta qualche decennio fa, cioé quella della “mamma”, una festa senza senso perché tutte le mamme hanno il loro compleanno per essere festeggiate.
Oggi è la ricorrenza della prima apparizione della S. Vergine ai pastorelli di Fatima, dove ha detto molte cose importanti che conosciamo tutti. Ma questa festa è laicamente oscurata da un’altra inventata di sana pianta qualche decennio fa, cioé quella della “mamma”, una festa senza senso perché tutte le mamme hanno il loro compleanno per essere festeggiate.
Una discreta vena masochista
L'INFORMAZIONE "TRUCCATA"
Cattolici bergogliani e cultura sinistra: una mafia omertosa? Il disgusto dei cittadini per il livello “sovietico” della mistificazione cui è soggetta l’informazione, da sempre monopolio di "Sinistra" cioè senza contraddittorio
di Francesco Lamendola
Cattolici bergogliani e cultura sinistra: una mafia omertosa? Il disgusto dei cittadini per il livello “sovietico” della mistificazione cui è soggetta l’informazione, da sempre monopolio di "Sinistra" cioè senza contraddittorio
di Francesco Lamendola
Qualche anima bella, forse, di questi tempi comincia a meravigliarsi del livello ormai “sovietico” della mistificazione cui è soggetta l’informazione, un po’ dovunque nel mondo occidentale e specialmente in Europa, ma soprattutto nella nostra Italia. Le vendite dei giornali sono in caduta libera, così come gli ascolti sui programmi televisivi tradizionali, specie quelli di (pseudo) informazione, attualità e dibattito; e ciò non è dovuto solamente al dilagare dell’offerta di notizie e di commenti in rete, semmai questo è l’effetto della disaffezione, per non dire del disgusto, del cittadino medio nei confronti di giornali e televisioni. E si chiedono, queste anime belle: ma come è possibile che si sia arrivati fino a questo punto? (Se lo è chiesto, per esempio, con candore disarmante, Giovanna Botteri, al momento della vittoria elettorale di Trump.) E proprio in un Paese dove la cultura, bene o male, è (quasi) sempre stata onorata e rispettata, almeno formalmente; e dove il sapere è tenuto in una certa considerazione. Ma l’ingenuità consiste proprio nel non vedere che il livello di mistificazione delle notizie sui media pubblici e privati è la diretta conseguenza di un progetto a lungo termine di asservimento della cultura. La cultura asservita al potere produce una informazione sistematicamente taroccata: questa è la legge. Ed è ovvio che sia così, perché è la cultura che forma i professionisti, compresi quei professionisti che si occupano dell’informazione; e se la cultura è fatta di servi, più o meno volonterosi, ma pur sempre servi, e sia pure dagli stipendi a cinque zeri, non vi è alcuna speranza che l’informazione sfugga a un processo sempre più rapido e massiccio di mistificazione, e si prostituisca nel modo più spudorato a raccontar le frottole che vuole il potere, secondo il copione che le viene imposto.
Un briciolo di timor di Dio
PARLA LEONARD
Eutanasia, disabili e aborto: ipocrisia sugli “imperfetti“
«L’ipocrisia e la sfacciataggine sono il pane quotidiano del nostro tempo. Diciamo di voler abbattere le barriere architettoniche perché i disabili vanno tutelati, ma incentiviamo le diagnosi pre natale per eliminare feti malformati. Incongruenze che si riscontano anche nell'eutanasia e nell'aborto. E di fronte alle quali la Chiesa è troppo timida». Parla il vescovo-coraggio Leonard.
Il vescovo Leonard bacia la statuetta della Madonna dopo l'aggressione di cui fu vittima
“Resto profondamente perplesso, ogni anno, in occasione delle belle campagne in favore delle persone portatrici di handicap. Quest’anno lo slogan diceva: siamo diversi, ma siamo tutti insieme. E’ uno slogan molto bello. Le persone disabili sono diverse da noi, eppure noi viviamo con loro, siamo solidali con loro. Ma nello stesso tempo, il messaggio che si trasmette nella diffusione della diagnostica prenatale – con la decisione, se c’è un rischio di anomalia o di trisomia, di far sparire il feto potenzialmente portatore di handicap – è uno schiaffo verso gli adulti disabili, ai quali si dice: siamo con voi, ma se il vostro handicap fosse stato diagnosticato abbastanza presto, voi non sareste qui, proprio per il fatto che siete diversi”. Così Mons. André-Joseph Léonard nel suo libro Un évêque dans le siecle, di recente tradotto in italiano per Cantagalli, con il titolo Dio è morto? Un vescovo del nostro tempo in dialogo con Drieu Godefridi.
Eutanasia, disabili e aborto: ipocrisia sugli “imperfetti“
«L’ipocrisia e la sfacciataggine sono il pane quotidiano del nostro tempo. Diciamo di voler abbattere le barriere architettoniche perché i disabili vanno tutelati, ma incentiviamo le diagnosi pre natale per eliminare feti malformati. Incongruenze che si riscontano anche nell'eutanasia e nell'aborto. E di fronte alle quali la Chiesa è troppo timida». Parla il vescovo-coraggio Leonard.
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